Sul tema dei premi di risultato detassati torna il dibattito tra imprese e consulenti. Una società che applica due diversi Ccnl – Commercio e Metalmeccanica – perchè ha una parte di vendita e una di produzione, intende riconoscere il premio di produzione agevolato soltanto ai dipendenti inquadrati nel contratto del Commercio.
La domanda è se questa scelta sia compatibile con i criteri di oggettività e non discriminazione previsti dalla normativa sui premi di risultato. Il tema è delicato perché riguarda la gestione interna dei gruppi omogenei e il rispetto delle regole fiscali. Pertanto ha implicazione si sul piano lavoristico che fiscale.
Cosa dice la disciplina dei premi detassati
La normativa richiede che il premio sia collegato a incrementi misurabili di produttività, redditività, qualità o efficienza. Gli indicatori devono essere oggettivi, verificabili e riferiti al gruppo di lavoratori destinatari.
La legge consente di creare gruppi distinti – reparti, sedi, funzioni o divisioni – purché la separazione non sia arbitraria. Ciò significa che l’accesso al premio non può basarsi su elementi soggettivi o su scelte prive di collegamento con la produttività.
Secondo Il Sole 24 Ore la distinzione è possibile
Al centro della valutazione c’è l’interpretazione fornita da esperti de Il Sole 24 Ore, secondo cui la limitazione del premio ai lavoratori del Ccnl Commercio è legittima se i risultati misurati si riferiscono esclusivamente a quella divisione.
Gli esperti sottolineano che non è il Ccnl in sé a costituire il criterio di selezione. Ciò che conta è che la divisione Commercio produca ricavi, obiettivi e indicatori misurabili autonomi.
In altre parole, spiegano gli analisti, l’azienda può “discriminare” – in senso tecnico – i metalmeccanici, solo se questi ultimi non partecipano agli stessi parametri produttivi. E la divisionalità dell’impresa rende questa distinzione fondata e non arbitraria.
Nessuna discriminazione se gli obiettivi non riguardano tutti
Se gli indicatori di produttività riguardano soltanto la divisione Commercio, l’esclusione dei lavoratori metalmeccanici rispetta i principi di legge.
L’agevolazione fiscale rimane valida perché i lavoratori beneficiari concorrono effettivamente agli obiettivi. L’accordo collettivo dovrà però descrivere con chiarezza indicatori, criteri e modalità di verifica, così da garantire trasparenza e coerenza.


