La consultazione certificata nelle aziende Confimi Meccanica ha confermato l’accordo economico 2025-26 sottoscritto il 28 ottobre 2025, e lo ha fatto con un consenso quasi unanime. La vera novità sta però nell’effetto immediato dell’intesa: gli aumenti scattano già dalla busta paga di novembre 2025. Un passaggio che crea uno scarto importante nel panorama dei metalmeccanici.
I lavoratori delle aziende che applicano il CCNL Confimi avranno infatti minimi tabellari più alti rispetto ai colleghi coperti dal CCNL Federmeccanica-Assistal, rinnovato il 22 novembre scorso e con incrementi posticipati a giugno 2026. Una differenza che riguarda 1,5 milioni di metalmeccanici, esclusi ovviamente i superminimi individuali.
Intesa approvata al 97%: via libera agli incrementi immediati
La consultazione si è conclusa il 20 novembre e ha registrato un risultato chiarissimo: il 97% dei lavoratori ha votato a favore. L’accordo diventa così pienamente operativo e apre una fase nuova per retribuzioni e relazioni industriali nelle PMI metalmeccaniche aderenti a Confimi.
Aumenti da novembre: +22,03 euro grazie anche alla clausola IPCA
L’intesa prevede un aumento di 22,03 euro al 5° livello a partire da novembre 2025. Questa cifra si aggiunge alla quota già riconosciuta da giugno 2025 grazie alla clausola di garanzia IPCA, che adegua i minimi all’inflazione. Per consultare le tabelle complete per tutti i livelli di inquadramento clicca qui.
Il risultato è un livello retributivo che cresce in anticipo rispetto al rinnovo Federmeccanica-Assistal, dove la prima tranche è fissata al giugno 2026. Il differenziale crea una situazione inedita nel settore: le tute blu delle PMI Confimi e delle imprese che applicano Unionmeccanica Confapi risultano, sul minimo tabellare, meglio retribuite dei lavoratori delle grandi aziende metalmeccaniche.


