domenica, Agosto 9, 2026

L’Elettrico Presenta il Conto a Stellantis: Perché Ora il Gruppo Deve Cambiare Rotta

Le difficoltà della transizione elettrica tornano a pesare sui conti dei grandi gruppi automobilistici. Dopo i casi di GM e Ford, anche Stellantis si prepara a fare i conti con svalutazioni rilevanti legate ai programmi EV (veicoli elettrici al 100%), in un contesto di mercato e normativo che sta rapidamente cambiando, soprattutto negli Stati Uniti.

La transizione elettrica pesa sui conti del gruppo

Secondo le valutazioni degli analisti di Banca Akros, Stellantis potrebbe chiudere il 2025 con oneri straordinari complessivi vicini ai 9 miliardi di euro.

Si tratta di costi legati in larga parte alla revisione o all’abbandono di progetti sull’auto elettrica, penalizzati da una domanda più debole del previsto e da un quadro regolatorio meno favorevole rispetto agli anni scorsi. Il rallentamento delle politiche green negli Usa, con norme più permissive sui motori tradizionali, ha inciso sulle scelte strategiche del gruppo.

Impatto su cassa e svalutazioni non monetarie

Nel dettaglio, circa 2,6 miliardi di euro avrebbero un effetto diretto sui flussi di cassa, mentre la quota maggiore – intorno ai 6 miliardi – sarebbe rappresentata da svalutazioni contabili senza esborso immediato. Una dinamica che conferma quanto già anticipato dal management nei mesi scorsi. Considerando che nel primo semestre 2025 erano già stati registrati oltre 2 miliardi di write-down, la seconda parte dell’anno potrebbe concentrarne la fetta più consistente.

Confronto con i concorrenti e stime finanziarie

Le stime si basano anche sul raffronto con i principali gruppi statunitensi. General Motors e Ford hanno annunciato tagli e rettifiche miliardarie sui veicoli elettrici, con incidenze significative sui ricavi. Applicando percentuali simili a Stellantis, Akros prevede per il 2025 ricavi in lieve calo, un margine operativo ridotto e un utile per azione nettamente inferiore rispetto all’anno precedente.

Le prospettive e il giudizio degli analisti

Nonostante l’impatto negativo nel breve periodo, gli analisti restano fiduciosi sul medio termine. La revisione dei programmi EV viene letta come un’operazione di razionalizzazione che potrebbe rafforzare il portafoglio prodotti, anche grazie al rilancio di modelli con motorizzazioni tradizionali. Per questo Banca Akros conferma la raccomandazione positiva sul titolo, con un prezzo obiettivo a 12 euro, intravedendo un significativo margine di recupero rispetto alle quotazioni attuali.

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