Il 2 marzo sono comparse sul fascicolo previdenziale le nuove elaborazioni NASpI. Un passaggio atteso da migliaia di lavoratori che hanno presentato domanda di disoccupazione nelle ultime settimane. Con l’elaborazione visibile online, si avvicina anche la data di accredito: i pagamenti ordinari partiranno il 9 marzo. Intanto, per il 3 marzo, sono programmati anche versamenti di importi arretrati legati alle prime mensilità.
Il 2 marzo apparse le elaborazioni NASpI
Molti utenti hanno segnalato nella giornata del 2 marzo la presenza della voce “pagamento in elaborazione” all’interno del proprio fascicolo previdenziale. Si tratta del passaggio che precede l’accredito effettivo. L’elaborazione indica che l’INPS ha completato i controlli preliminari sulla domanda e ha disposto la liquidazione della mensilità spettante.
Questo aggiornamento riguarda sia chi percepisce già la NASpI sia chi ha presentato domanda di recente. Per i nuovi beneficiari è il primo segnale concreto dell’avvio della prestazione.
Pagamenti in arrivo il 9 marzo
Dopo l’elaborazione, il calendario prevede l’accredito delle somme a partire dal 9 marzo. Le date possono variare di qualche giorno in base all’istituto bancario o postale scelto per l’accredito, ma la disposizione è fissata per quella giornata.
L’importo corrisponde alla mensilità ordinaria calcolata in base alla retribuzione media degli ultimi quattro anni, nel limite del massimale INPS, con le riduzioni progressive previste dalla normativa dopo i primi mesi di fruizione.
Il massimale mensile NASpI 2026 fissato dall’INPS è € 1.584,70 lordi (circolare 4/2026): è l’importo massimo che l’indennità di disoccupazione può raggiungere in un mese, indipendentemente dalla retribuzione media calcolata.
Il 3 marzo pagamenti di importi arretrati
Accanto ai pagamenti ordinari, il 3 marzo risultano programmati anche accrediti di somme arretrate. Si tratta soprattutto di integrazioni relative alle prime mensilità di disoccupazione.

In molti casi, infatti, l’INPS procede inizialmente con un pagamento parziale, in attesa di completare la verifica della documentazione necessaria.
Perché l’INPS paga spesso a rate le prime mensilità
Il frazionamento è una prassi frequente. L’Istituto preferisce liquidare un primo importo sulla base dei dati disponibili, rinviando il saldo dopo aver acquisito tutte le informazioni utili a formalizzare il nuovo status di disoccupato.
Solo dopo la verifica definitiva di requisiti, comunicazioni obbligatorie e posizione contributiva viene riconosciuto l’importo pieno. Ed è proprio in questa fase che maturano gli arretrati ora in pagamento.


