La situazione della liquidità nelle imprese metalmeccaniche resta complessivamente sotto controllo, ma emergono segnali che interessano direttamente anche i lavoratori. I dati della 177ª indagine congiunturale di Federmeccanica, relativi al quarto trimestre 2025, presentata ieri a Roma in presenza di MetalmeccaniciNews.it, mostrano infatti che una quota non trascurabile di aziende segnala tensioni finanziarie.
Questo aspetto non riguarda solo i bilanci delle imprese. La disponibilità di liquidità è infatti un elemento centrale anche per garantire la puntualità nel pagamento degli stipendi e per evitare ritardi nei pagamenti lungo la filiera.
Il 9% delle imprese segnala liquidità cattiva
Nel complesso del settore metalmeccanico il giudizio sulla liquidità aziendale si distribuisce in questo modo:
| Giudizio sulla liquidità | Percentuale imprese |
|---|---|
| Buona | 39% |
| Normale | 52% |
| Cattiva | 9% |
| Pessima | 0% |
Il dato principale è quindi che circa un’impresa su dieci segnala una situazione di liquidità difficile.
La grande maggioranza delle aziende, il 91%, giudica invece la propria situazione finanziaria almeno normale. Tuttavia il 9% rappresenta una quota significativa in un settore che occupa centinaia di migliaia di lavoratori.
Quando la liquidità diventa critica, le imprese tendono prima di tutto a dilazionare i pagamenti, ma in alcuni casi possono arrivare anche a ridurre la produzione, con effetti indiretti anche sull’occupazione e sulle retribuzioni.
I comparti dove le difficoltà sono più diffuse
L’indagine evidenzia differenze tra i principali comparti della metalmeccanica.
| Settore | Buona | Normale | Cattiva | Pessima |
|---|---|---|---|---|
| Metallurgia | 26% | 65% | 9% | 0% |
| Meccanica | 42% | 48% | 9% | 1% |
| Mezzi di trasporto | 39% | 49% | 12% | 0% |
Il dato più critico riguarda il settore dei mezzi di trasporto, dove il 12% delle imprese segnala liquidità cattiva, la quota più alta tra i comparti analizzati.
Questo risultato è coerente con la fase difficile attraversata dalla filiera dell’automotive, già colpita dal calo della produzione registrato nel 2025.
Le imprese dove il rischio è più alto
Anche la dimensione aziendale incide sulla solidità finanziaria.
| Classe dimensionale | Buona | Normale | Cattiva | Pessima |
|---|---|---|---|---|
| 100-200 addetti | 42% | 49% | 9% | 0% |
| 201-500 addetti | 36% | 54% | 9% | 1% |
| 501-1.000 addetti | 31% | 55% | 14% | 0% |
| Oltre 1.000 addetti | 33% | 61% | 6% | 0% |
Le criticità risultano più diffuse nelle imprese medio-grandi tra 501 e 1.000 addetti, dove il 14% segnala liquidità cattiva.
Al contrario, nelle aziende oltre i mille dipendenti la quota scende al 6%, segno di una maggiore solidità finanziaria.
Cosa succede quando manca liquidità
Tra le imprese che dichiarano liquidità cattiva o pessima, le conseguenze più frequenti sono:
| Conseguenze | Percentuale |
|---|---|
| Dilazione dei pagamenti | 57% |
| Riduzione della produzione | 21% |
| Difficoltà di approvvigionamento | 15% |
| Altre conseguenze | 7% |
Il dato più significativo è che oltre la metà delle aziende in difficoltà rinvia i pagamenti.
Questo significa che, nelle situazioni più critiche, la tensione finanziaria può propagarsi lungo tutta la filiera industriale e aumentare il rischio di ritardi nei pagamenti, compresi quelli che riguardano i lavoratori.


