La previdenza complementare torna al centro del confronto tra imprese e sindacati. L’Avviso Comune sottoscritto dalle principali organizzazioni datoriali e da Cgil, Cisl e Uil ha infatti acceso l’attenzione sul tema del contributo versato dalle aziende ai fondi pensione negoziali. Una questione che riguarda da vicino anche gli oltre 540mila aderenti a Cometa, il fondo pensione dei lavoratori metalmeccanici.
Il punto chiave dell’intesa è che il contributo a carico del datore di lavoro nasce dalla contrattazione collettiva e, proprio per questo motivo, la sua eventuale trasferibilità verso altre forme pensionistiche deve essere prevista espressamente dal contratto nazionale.
Come funziona la contribuzione a Cometa
Per i lavoratori ai quali si applica il CCNL Federmeccanica-Assistal, l’adesione a Cometa è facoltativa e può avvenire dopo il superamento del periodo di prova.
Una volta iscritti, si attiva un sistema di versamenti che alimenta la pensione integrativa. La prima componente è rappresentata dal TFR, che viene destinato al fondo secondo le regole previste dalla normativa vigente.
Accanto al TFR troviamo il contributo del lavoratore. Per ottenere la contribuzione aziendale è necessario versare almeno l’1,2% del minimo contrattuale attraverso una trattenuta mensile in busta paga.
A questo si aggiunge la quota versata dall’impresa, pari al 2% dei minimi contrattuali. Per gli aderenti che si sono iscritti dopo il 5 febbraio 2021 e che hanno meno di 35 anni, il contributo del datore di lavoro sale al 2,2%.
Perché il contributo dell’azienda è così importante
Molti iscritti concentrano l’attenzione soprattutto sul TFR, ma una parte significativa della crescita della posizione previdenziale deriva proprio dal contributo aggiuntivo riconosciuto dall’impresa.
Si tratta infatti di somme che non gravano sul lavoratore e che vengono versate esclusivamente in virtù delle previsioni contenute nel contratto collettivo.
Il CCNL metalmeccanico è molto chiaro su questo aspetto: l’obbligo contributivo delle aziende sussiste esclusivamente nei confronti dei lavoratori iscritti a Cometa.
L’effetto dell’Avviso Comune
L’accordo tra Parti sociali ribadisce che il contributo datoriale non può essere considerato una componente liberamente trasferibile verso qualsiasi forma di previdenza complementare.
La sua destinazione è infatti collegata agli equilibri definiti dalla contrattazione collettiva nazionale.
Per questo motivo sindacati e associazioni datoriali hanno deciso di intervenire con una posizione comune, sottolineando la necessità di preservare il modello dei fondi negoziali. Per i metalmeccanici significa una maggiore tutela del sistema costruito attorno a Cometa e del contributo aggiuntivo che le imprese versano ogni mese a favore degli iscritti.


