Le temperature record che stanno interessando gran parte dell’Italia riportano al centro il tema della sicurezza sul lavoro. Con punte vicine ai 40 gradi, notti tropicali e condizioni climatiche sempre più estreme, il rischio di colpi di calore e malori cresce soprattutto per chi opera negli stabilimenti industriali, nelle officine e nei reparti produttivi.
Negli ultimi giorni diverse Regioni sono intervenute con ordinanze che limitano o sospendono le attività lavorative più esposte durante le ore più calde della giornata. Tra queste anche l’Emilia-Romagna, che ha anticipato rispetto allo scorso anno il provvedimento valido fino al 15 settembre per alcuni settori come agricoltura, edilizia, logistica, cave e rider.
Per i metalmeccanici serve una prevenzione programmata
Secondo FIM CISL Romagna, tuttavia, il vero nodo non è introdurre nuove norme, ma applicare con continuità quelle già esistenti. Nelle aziende metalmeccaniche il caldo non rappresenta soltanto un disagio stagionale: in fonderie, officine, reparti di verniciatura e capannoni con scarsa ventilazione può trasformarsi in un serio fattore di rischio per la salute dei lavoratori.
Il sindacato sottolinea che non è sufficiente attendere il bollettino meteo quotidiano per decidere come intervenire. Ogni impresa dovrebbe arrivare all’estate con procedure già definite, in grado di far scattare automaticamente pause aggiuntive, rimodulazione degli orari, rotazione delle mansioni più pesanti e tutte le misure necessarie a ridurre lo stress termico.
La normativa esiste già, servono applicazione e controlli
Per gli ambienti industriali il riferimento resta il Decreto Legislativo 81 del 2008, che disciplina anche il rischio legato al microclima e allo stress termico. Per gli uffici e le postazioni al videoterminale presenti negli stabilimenti si applicano inoltre specifiche disposizioni dello stesso Testo unico sulla sicurezza.
Per FIM CISL Romagna il problema, quindi, non è l’assenza di strumenti normativi. Le regole esistono da tempo, ma devono tradursi in comportamenti concreti all’interno delle aziende. La valutazione del rischio caldo dovrebbe diventare un documento realmente operativo, condiviso con RLS, RLST e RSU e aggiornato in funzione delle condizioni effettive di lavoro.
Accanto all’impegno delle imprese diventa fondamentale anche il ruolo degli organi di vigilanza. Controlli puntuali e verifiche sul rispetto delle misure di prevenzione rappresentano infatti uno strumento essenziale per garantire che le disposizioni non restino soltanto sulla carta.
La sicurezza non può dipendere dall’emergenza
Secondo la FIM CISL Romagna, la prevenzione deve partire prima dell’arrivo delle ondate di calore. Individuare in anticipo i reparti più esposti, fissare soglie di temperatura che attivino automaticamente le misure di protezione e migliorare ventilazione e climatizzazione significa ridurre concretamente il rischio di malori.
Il sindacato ribadisce che la tutela della salute dei metalmeccanici non può dipendere dalla gestione dell’emergenza del momento, ma deve diventare una pratica ordinaria, condivisa e costantemente verificata attraverso il rispetto delle norme già vigenti e un’efficace attività di controllo da parte delle autorità competenti.


