lunedì, Luglio 20, 2026

Electrolux, Doppia Emergenza: Caldo nei Reparti e 1.700 Posti a Rischio

Ci sono giornate in cui il caldo non si misura solo con il termometro. Negli stabilimenti Electrolux, questa estate, la tensione cresce su due fronti diversi ma collegati: da una parte i lavoratori alle prese con condizioni difficili nei reparti durante l’ondata di calore, dall’altra il confronto sul futuro industriale dell’azienda e sui posti di lavoro. Una doppia emergenza che mette al centro sicurezza, produzione e occupazione.

Caldo estremo in fabbrica: la protesta dei lavoratori a Forlì

Allo stabilimento Electrolux di Forlì la questione del caldo ha portato allo scontro tra azienda e sindacati.

Con temperature elevate e un’allerta meteo che segnala condizioni di forte stress termico, la Rsu Fiom Cgil ha chiesto la sospensione delle attività nelle ore più critiche della giornata, in particolare dalle ore 12 alle 18.

La richiesta nasce dal problema delle condizioni ambientali nei reparti produttivi: lavorare vicino a macchinari, in ambienti chiusi e con scarsa ventilazione può aumentare gli effetti del caldo, rendendo più difficile mantenere concentrazione e sicurezza.

L’azienda però non avrebbe accolto la richiesta di fermare le attività nelle ore più calde, spingendo i rappresentanti dei lavoratori a invitare il personale a non entrare in fabbrica o a posticipare l’inizio dei turni come forma di autotutela.

Perché il caldo diventa un problema per chi lavora in fabbrica

Il caldo estremo non riguarda solo chi lavora all’aperto. Anche negli stabilimenti industriali le alte temperature possono creare rischi: aumento della fatica fisica, calo dell’attenzione, maggiore possibilità di malori e peggioramento delle condizioni per chi svolge mansioni ripetitive o vicino a fonti di calore.

Quando le temperature aumentano per diversi giorni consecutivi, il corpo fatica maggiormente a disperdere calore. In ambienti produttivi questo può diventare ancora più complesso se mancano sistemi adeguati di raffrescamento o se l’aria non circola correttamente. Per questo negli ultimi anni la gestione del rischio caldo è diventata un tema sempre più presente anche nelle aziende industriali, con indicazioni rivolte ai datori di lavoro per prevenire situazioni pericolose.

Nel caso di Forlì, il sindacato ha contestato anche la mancanza di strumenti di raffrescamento ritenuti adeguati nei reparti, sostenendo che ventilatori e soluzioni temporanee non siano sufficienti durante le giornate più roventi.

L’altro fronte: la vertenza sugli esuberi Electrolux

Se il primo fronte riguarda il caldo reale degli ambienti di lavoro, il secondo riguarda il futuro dell’azienda.

Sul tavolo resta infatti la vertenza Electrolux legata al piano di riorganizzazione che coinvolge gli stabilimenti italiani e prevede 1.700 esuberi complessivi, con particolare attenzione allo stabilimento di Susegana (in provincia di Treviso), dove sono a rischio oltre 300 posti di lavoro.

Il confronto tra azienda e sindacati è proseguito anche al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma senza una svolta definitiva. Electrolux ha spiegato che il settore degli elettrodomestici sta affrontando una fase complessa, caratterizzata dalla debolezza del mercato dopo la pandemia e dalla forte concorrenza internazionale, soprattutto dei produttori asiatici.

I sindacati, invece, chiedono maggiore chiarezza sui dati relativi agli stabilimenti italiani e un piano industriale capace di proteggere occupazione e investimenti.

Electrolux, prossimi incontri e futuro degli stabilimenti

Il confronto tra azienda e sindacati continuerà nelle prossime settimane. Sul fronte occupazionale, il prossimo appuntamento fissato per il 14 luglio servirà a entrare maggiormente nel dettaglio dei singoli stabilimenti e delle possibili soluzioni.

Sul fronte del caldo, invece, resta centrale il tema della prevenzione: con estati sempre più caratterizzate da temperature estreme, la gestione dei turni, degli ambienti e delle pause diventa un elemento fondamentale per proteggere chi lavora.

In Electrolux, quindi, il clima resta caldo in tutti i sensi: dentro i reparti e intorno al futuro dell’azienda.

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