Saldatori, tagliatori, elettricisti, ingegneri impegnati nelle attività di produzione, addetti alle catene di montaggio e utilizzatori di macchine sono tra le figure che più frequentemente trascorrono l’intera giornata lavorativa in posizione eretta. Una condizione spesso considerata normale, ma che secondo un’analisi dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro raccolta in un documento pubblicato lo scorso 2 luglio, merita particolare attenzione perché può incidere sulla salute se mantenuta per tempi prolungati.
Il documento evidenzia che il problema non riguarda semplicemente il fatto di lavorare in piedi, bensì il mantenimento della stessa postura per molte ore, soprattutto quando il lavoratore dispone di poco spazio per muoversi o deve concentrarsi continuamente sulla medesima operazione.
Le mansioni più esposte nelle officine
Nel settore metalmeccanico le situazioni di maggiore esposizione sono numerose. I saldatori, assemblatori, montatori, lavorano spesso davanti al banco o al pezzo da assemblare mantenendo una posizione quasi immobile. I tagliatori operano per lunghi periodi davanti agli impianti di taglio, mentre gli addetti alle catene di montaggio ripetono gli stessi gesti per l’intero turno senza potersi allontanare dalla postazione.
Anche gli elettricisti che effettuano cablaggi industriali, gli ingegneri presenti nei reparti produttivi per attività di collaudo o supervisione e gli operatori che utilizzano macchine utensili rimangono frequentemente in piedi durante tutta la lavorazione, con un’esposizione continua al carico posturale.
Quali problemi può provocare la postura statica
Quando il corpo rimane nella stessa posizione troppo a lungo, muscoli e articolazioni sono sottoposti a uno sforzo costante. Il documento richiama l’attenzione sul possibile sviluppo di dolori alla zona lombare, rigidità del collo e delle spalle, fastidi a ginocchia e piedi, oltre a disturbi della circolazione negli arti inferiori.
Il rischio aumenta ulteriormente quando alla postura fissa si aggiungono movimenti ripetitivi, torsioni del busto, utilizzo di utensili manuali, vibrazioni trasmesse dalle attrezzature oppure movimentazione di componenti metallici.
Ergonomia e organizzazione del lavoro
Per limitare questi rischi, l’Ispettorato raccomanda una progettazione ergonomica delle postazioni. L’obiettivo è consentire ai lavoratori di modificare frequentemente la postura, evitando che restino immobili per tutto il turno.
Nelle aziende metalmeccaniche possono fare la differenza banchi regolabili in altezza, tappeti antifatica, adeguato spazio di movimento, rotazione delle mansioni e pause organizzate. Anche la disposizione degli utensili e dei materiali deve ridurre piegamenti e torsioni inutili.
La valutazione del rischio rientra negli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Per questo le imprese sono chiamate ad analizzare le attività svolte da saldatori, tagliatori, elettricisti, ingegneri operativi, addetti alle catene di montaggio e utilizzatori di macchine, adottando misure concrete per ridurre il sovraccarico fisico e prevenire l’insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici.


