La cassa integrazione diminuisce complessivamente, ma la metalmeccanica continua a essere il settore maggiormente interessato dagli ammortizzatori sociali. Nei primi sei mesi del 2026 in Italia sono state autorizzate 250,7 milioni di ore di Cig, il 17,55% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Di queste, oltre 100 milioni riguardano il solo comparto meccanico.
È quanto emerge dall’analisi dei dati INPS realizzata dall’associazione Lavoro & Welfare, presieduta da Cesare Damiano, che mette in evidenza soprattutto il crescente peso delle crisi strutturali.
Metalmeccanici, oltre 100 milioni di ore di Cig
Tra gennaio e giugno il settore meccanico ha totalizzato oltre 100 milioni di ore di cassa integrazione, nonostante una riduzione del 24,90% rispetto al 2025. È comunque, con ampio margine, il comparto con il maggior ricorso alla Cig.
A questo dato si aggiunge quello della metallurgia, che supera i 30 milioni di ore e registra, al contrario, un incremento dell’11,42%.
La situazione appare particolarmente significativa considerando che complessivamente la Cassa integrazione ordinaria è scesa a 115,2 milioni di ore (-30,03%), mentre la Cigs ha raggiunto 127,5 milioni, superando quindi la Cigo.
È proprio questo sorpasso a rappresentare uno dei principali segnali d’allarme: la Cigs viene utilizzata nelle situazioni aziendali più complesse, legate a riorganizzazioni, crisi e contratti di solidarietà.
A giugno torna a crescere la richiesta
Un altro segnale arriva dal mese di giugno. Sono state autorizzate complessivamente 50,6 milioni di ore, il 44,57% in più rispetto a maggio e il 10,05% in più rispetto a giugno 2025.
La Cigo raggiunge 21,4 milioni di ore, mentre la Cigs sale a 27,4 milioni, aumentando del 61,11% sul mese precedente.
Preoccupa anche l’incremento delle procedure legate alle chiusure. Nel semestre sono stati emanati 203 decreti Cigs per crisi con cessazione, il 36,24% in più rispetto all’anno precedente.
Con la Cig si perdono oltre 2.900 euro
Gli ammortizzatori hanno conseguenze dirette anche sulle buste paga. Rapportando tutte le ore autorizzate a lavoratori completamente sospesi, la Cig del semestre equivale teoricamente a oltre 243mila lavoratori a zero ore.
Il dato effettivo è inferiore perché, secondo INPS, fino ad aprile il “tiraggio”, cioè l’utilizzo reale delle ore autorizzate, si è fermato al 20,21%.
Rimane però pesante l’impatto economico: nel primo semestre i lavoratori interessati dalla Cig hanno perso complessivamente oltre 760 milioni di euro di salari netti. Per chi fosse rimasto a zero ore per tutti i sei mesi, la riduzione del reddito viene stimata in oltre 2.900 euro netti.
Per i metalmeccanici, dunque, il calo delle ore autorizzate non significa ancora uscita dalla crisi: il peso della Cigs e l’aumento delle cessazioni mostrano come una parte delle difficoltà industriali abbia ormai carattere strutturale.


