Via libera alla piattaforma per il rinnovo del Contratto collettivo specifico di lavoro applicato ai dipendenti di Stellantis, Ferrari, Iveco Group e CNH Industrial. Le richieste elaborate da Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic-Confsal, Uglm e Aqcfr sono state approvate quasi all’unanimità dalle rappresentanze sindacali aziendali.
Nella consultazione svolta il 15 e 16 ottobre hanno votato 512 delegati: 507 si sono espressi a favore, mentre i contrari sono stati cinque. Nessun astenuto. La piattaforma sarà ora trasmessa formalmente alle quattro aziende, insieme alla richiesta di avviare il negoziato sul nuovo CCSL.
Aumento di 150 euro in due anni
La richiesta economica prevede un incremento della paga base del 3,3% nel 2027 e di un ulteriore 3,3% nel 2028. Complessivamente, l’aumento dovrebbe raggiungere a regime circa 150 euro medi lordi al mese.
Gli incrementi verrebbero riconosciuti all’inizio di ciascun anno e avrebbero effetti anche sugli altri istituti collegati alla paga base, compresa l’indennità per le funzioni direttive.
La piattaforma chiede inoltre di rivalutare, nella stessa misura percentuale, il premio di risultato annuale. I sindacati vogliono modificare anche gli indicatori utilizzati per calcolarlo e garantire la maturazione del premio nei periodi in cui l’azienda ricorre agli ammortizzatori sociali.
Tra le rivendicazioni economiche figurano anche l’aumento della contribuzione aziendale alla previdenza complementare e l’esclusione dell’assorbimento degli aumenti contrattuali nei superminimi individuali.
Il nuovo contratto durerà fino al 2030
Il rinnovo dovrebbe avere durata quadriennale, dal 2027 al 2030, per la parte normativa. La disciplina economica riguarderebbe inizialmente soltanto il biennio 2027-2028. Per definire gli aumenti relativi al 2029 e al 2030 dovrebbe essere aperto un nuovo confronto entro ottobre 2028.
Sul versante normativo, la piattaforma interviene anche sulle trasformazioni dell’organizzazione produttiva. Viene chiesto un confronto preventivo con i sindacati sull’introduzione dell’intelligenza artificiale e sulle possibili conseguenze per occupazione e mansioni.
Le altre richieste comprendono l’aggiornamento della formazione sulla sicurezza ogni tre anni anziché ogni cinque, nuovi permessi per la malattia dei figli, la formazione professionale e i turni particolarmente disagiati. Previsti anche percorsi di stabilizzazione per lavoratori a termine e somministrati e una regolamentazione più chiara delle improvvise fermate produttive.
Spazio, infine, allo smart working, con maggiore attenzione alle esigenze familiari e di salute, e a un sistema di riconoscimento della professionalità basato su criteri oggettivi. I 150 euro, però, non sono ancora acquisiti: rappresentano la richiesta dalla quale partirà la trattativa con le quattro aziende.


