mercoledì, Ottobre 28, 2026

Pensioni INPS 2026, in Media 1.297 Euro: alle Donne Quasi 400 Euro in Meno

Nei primi nove mesi del 2026 l’INPS ha liquidato 665.689 nuovi trattamenti con decorrenza nell’anno, per un importo medio mensile di 1.297 euro. Il dato comprende pensioni previdenziali e assegni sociali e mostra differenze rilevanti tra uomini e donne, categorie di lavoratori e modalità di uscita dal lavoro.

A fotografare la situazione è l’Osservatorio INPS sui flussi di pensionamento, pubblicato dall’Istituto di Via Ciro Il Grande. I numeri restano provvisori: potranno crescere con la liquidazione di altre prestazioni riferite allo stesso periodo.

Donne, pensioni inferiori del 26,46%

Per gli uomini l’importo medio delle nuove pensioni raggiunge 1.508 euro mensili, mentre per le donne si ferma a 1.109 euro. La distanza è di 399 euro al mese: gli assegni femminili risultano inferiori del 26,46% rispetto a quelli maschili.

Il divario risente delle carriere lavorative mediamente più lunghe degli uomini e delle loro retribuzioni più elevate. Due fattori che incidono sui contributi versati e, di conseguenza, sull’importo riconosciuto al pensionamento.

Pensioni anticipate: importo medio di 2.106 euro

Le pensioni anticipate liquidate sono 159.344, con una media mensile di 2.106 euro. Ogni 100 pensioni di vecchiaia se ne contano circa 70 anticipate.

I trattamenti di vecchiaia raggiungono quota 227.906, con un importo medio di 1.312 euro. Seguono le pensioni ai superstiti: 162.009 assegni da 971 euro medi.

Le pensioni di invalidità sono 39.032, con una media di 832 euro, mentre gli assegni sociali sono 77.398, per 507 euro mensili.

Per Opzione donna risultano liquidate 1.147 pensioni, contro le 2.955 riferite all’intero 2025. Il confronto riguarda però periodi di durata diversa e dati con differenti livelli di aggiornamento.

Dipendenti pubblici e autonomi: quanto ricevono

Tra i dipendenti pubblici si registrano 97.336 nuove pensioni, con una media di 2.136 euro. In questo caso gli importi sono più alti. Nel Fondo lavoratori dipendenti i trattamenti sono 258.799, per 1.411 euro medi.

Per gli artigiani la media è di 1.049 euro, per i commercianti di 1.100 euro e per i coltivatori diretti di 760 euro. Nella gestione dei parasubordinati l’importo medio scende a 354 euro; nei Fondi speciali raggiunge 1.812 euro.

Perché il confronto con il 2025 richiede attenzione

Le pensioni con decorrenza nel 2025 sono complessivamente 901.448, con una media di 1.213 euro. Non è però corretto confrontarle direttamente con quelle del 2026.

Il totale del 2025 comprende anche trattamenti liquidati successivamente, fino al 2 ottobre 2026. Per il 2026 sono invece considerate soltanto le prestazioni liquidate entro quella data e con decorrenza entro settembre: ulteriori liquidazioni potranno modificare il quadro.

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Metalmeccanici, 1.000 Euro ai Familiari in Caso di Decesso: Domanda entro 24 Mesi

Quando muore un lavoratore metalmeccanico coperto da E.B.M., alcuni familiari possono richiedere un contributo una tantum di 1.000 euro. La prestazione viene chiamata da E.B.M. “sussidio per premorienza” e riguarda i decessi avvenuti dal 1° gennaio 2025. Il regolamento non prevede un’età massima del lavoratore deceduto, ma richiede il rispetto delle condizioni contributive stabilite dall’Ente. Il pagamento non è automatico: un familiare deve presentare la domanda entro 24 mesi dalla data del decesso. Chi può chiedere i 1.000 euro La richiesta può essere presentata esclusivamente da uno dei seguenti familiari: coniuge; figlio o figlia; padre o madre; fratello o sorella. E.B.M. riconosce 1.000 euro complessivi. Non spettano quindi 1.000 euro a ogni componente della famiglia e non possono essere presentate più domande per lo stesso lavoratore. Uno solo dei familiari ammessi deve compilare il modulo, indicare il proprio IBAN e sottoscrivere la dichiarazione sostitutiva richiesta dall’Ente. Il contributo non spetta a tutti i metalmeccanici Il sussidio riguarda i lavoratori delle aziende che applicano integralmente il CCNL Unionmeccanica-Confapi PMI, sottoscritto da Unionmeccanica Confapi con Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, e che versano regolarmente i contributi a E.B.M. Il contratto applicato si può controllare nella lettera di assunzione o nella busta paga. Quali requisiti contributivi servono L’accoglimento della domanda dipende dalla posizione contributiva presso E.B.M. L’azienda deve risultare in regola con i versamenti relativi ai sei mesi precedenti il decesso. Per il lavoratore deve risultare una contribuzione regolare fino al mese precedente alla morte. Tra i requisiti specifici pubblicati da E.B.M. non compare un limite ISEE. Come si presenta la domanda Il familiare deve inviare la richiesta tramite PEC all’indirizzo [email protected]. Non deve utilizzare l’Area Riservata normalmente prevista per altre prestazioni. Alla PEC bisogna allegare: modulo di richiesta compilato; certificato di morte; certificato che dimostra il rapporto di parentela; documento d’identità del richiedente; dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, chiamata lettera di manleva. La documentazione sulla parentela cambia in base al richiedente. Il coniuge deve presentare l’estratto dell’atto di matrimonio; per figli, genitori, fratelli e sorelle servono gli estratti di nascita indicati nel regolamento. Moduli e condizioni sono disponibili nella sezione dedicata alle prestazioni E.B.M.. Come vengono pagati i 1.000 euro Dopo l’approvazione della domanda, E.B.M. versa il contributo direttamente sul conto corrente del familiare richiedente, utilizzando l’IBAN riportato nel modulo. Il sussidio non sostituisce le altre somme eventualmente dovute dopo la cessazione del rapporto. Ultimo stipendio, TFR, ferie non godute, tredicesima e prestazioni previdenziali per i superstiti seguono regole e procedure separate.

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