Il governo valuta una nuova norma per incentivare la contrattazione collettiva.
Il cuore della proposta è applicare una tassazione agevolata del 5% agli aumenti retributivi stabiliti dai rinnovi contrattuali. Oppure, in alternativa, un dimezzamento dell’attuale aliquota.
Un beneficio che dovrebbe sostenere i salari e accelerare le trattative per arrivare in tempi brevi ai rinnovi.
Ma per i lavoratori metalmeccanici la misura rischia di non avere effetti. Vediamo perchè.
Perché i metalmeccanici restano fuori
I contratti del settore sono:
– già stati rinnovati da tempo,
oppure
– hanno superato il limite dei sei mesi previsto per accedere alla detassazione.
La normativa in discussione stabilirebbe un vincolo preciso: il rinnovo del CCNL deve arrivare entro sei mesi dalla scadenza. Chi sfora questo termine non potrà accedere alla tassazione ridotta e al beneficio tangibile nel cedolino paga.
Proprio questa condizione taglierebbe fuori gran parte dei contratti metalmeccanici.
Si tratta di una platea molto ampia, che include più di 2 milioni di addetti dall’industria all’artigianato, oltre ai dipendenti dei grandi gruppi dell’automotive.
La situazione dei contratti
Ecco lo stato dei principali CCNL Metalmeccanici:
– Federmeccanica-Assistal: scaduto il 30 giugno 2024, non rinnovato.
– Artigiani Area Meccanica: rinnovato il 19 novembre 2024.
– Unionmeccanica Confapi: scaduto il 31 dicembre 2024, per il quale è stato firmato un accordo economico fino al 2026.
– CCSL Automotive (Stellantis, Iveco, Cnhi, Ferrari): rinnovato il 6 giugno 2025.
– Federorafi: scaduto il 31 dicembre 2024, non ancora rinnovato.
– Cooperative Metalmeccaniche: rinnovato il 17 giugno 2025.
– Confimi Metalmeccanica (non sottoscritto dalla Fiom-Cgil) scaduto il 31 dicembre 2024 e non ancora rinnovato.
Una misura che non tocca la categoria
Il risultato è chiaro: quasi tutti i lavoratori metalmeccanici restano esclusi dal beneficio.
L’eventuale detassazione degli aumenti scatterebbe infatti solo per contratti rinnovati entro i termini fissati. Per il settore, la nuova norma rischia dunque di trasformarsi in un’occasione mancata.