Tramonta l’ipotesi di pensione anticipata a 64 anni per i lavoratori metalmeccanici iscritti alla previdenza complementare. La possibilità introdotta con la Manovra di Bilancio 2025, che legava l’uscita anticipata all’adesione ai fondi pensione negoziali, è stata soppressa dalla Manovra di Bilancio 2026. Una retromarcia netta che cancella una delle novità più discusse degli ultimi mesi e che riporta il sistema previdenziale sui requisiti ordinari.
La norma del 2025: cosa prevedeva
La misura varata nel 2025 apriva una strada inedita per i lavoratori con pensione interamente contributiva. Era rivolta a chi era stato assunto dal 1° gennaio 1996 e consentiva l’uscita dal lavoro a 64 anni, a condizione di maturare almeno 25 anni di contributi dal 2025 e 30 anni dal 2030. Non si trattava però di un diritto generalizzato, ma di una possibilità riservata a chi accettava precise condizioni.
Il legame con Cometa e Fondapi
Il cuore della norma stava nel ruolo della previdenza complementare. Per accedere alla pensione anticipata, il lavoratore avrebbe dovuto rinunciare alla liquidazione del TFR, destinandolo obbligatoriamente a un fondo pensione come Cometa per gli iscritti al CCNL Federmeccanica o Fondapi per chi applica il CCNL Unionmeccanica. Il TFR, insieme ai contributi, serviva a costruire una rendita integrativa.
La soglia economica da raggiungere
La pensione anticipata a 64 anni era subordinata anche a un requisito economico molto elevato. La somma tra pensione pubblica e rendita del fondo doveva raggiungere 3 volte il trattamento minimo, pari a circa 1.810 euro lordi mensili nel 2025, con un innalzamento a 3,2 volte dal 2030. Una soglia difficile da raggiungere per molti lavoratori con carriere discontinue o salari medi.
La cancellazione nella Manovra 2026
Con la Manovra di Bilancio 2026 questa possibilità è definitivamente tramontata. La norma è stata abrogata e l’uscita a 64 anni per gli iscritti a Cometa e Fondapi non è più prevista. Per i metalmeccanici contributivi puri, l’accesso alla pensione torna quindi a dipendere esclusivamente dai requisiti ordinari fissati dalla riforma Fornero, senza scorciatoie legate alla previdenza complementare.


