Febbraio rischia di essere un mese critico per molti beneficiari della Naspi: il segnale definitivo arriva proprio il 31 gennaio. Una parte dei percettori dell’indennità di disoccupazione potrebbero infatti non vedere accreditato il pagamento mensile.
Non si tratta di un taglio automatico o di una sospensione generalizzata, ma dell’effetto diretto di un obbligo amministrativo preciso che andava assolto: la comunicazione del reddito presunto entro il 31 gennaio. In assenza di questo adempimento, l’Inps è legittimata a fermare temporaneamente l’erogazione.
Chi è davvero tenuto all’invio del reddito presunto
È importante fare chiarezza per evitare allarmismi. L’obbligo non riguarda tutti i percettori Naspi, ma solo una parte ben definita. Devono trasmettere la comunicazione esclusivamente coloro che, nel corso dell’anno, prevedono di svolgere un’attività lavorativa, anche occasionale, compatibile con la disoccupazione.
Sono interessati, in particolare:
- i beneficiari che svolgono o intendono avviare un’attività autonoma;
- chi effettua prestazioni di lavoro occasionale;
- chi percepisce redditi diversi ammessi dalla normativa Naspi;
- chi ha rapporti di lavoro subordinato di durata limitata, con redditi non ancora determinabili con certezza.
Restano invece esclusi dall’adempimento i percettori che non svolgono alcuna attività lavorativa.
Il chiarimento ufficiale dell’Inps
La disciplina è stata ribadita dall’Inps con il Messaggio n. 4353 del 17 dicembre 2024, nel quale l’Istituto sottolinea l’obbligo di comunicare il reddito presunto anche se pari a zero, per poter continuare a percepire regolarmente la Naspi. Il mancato invio entro il 31 gennaio comporta la sospensione dell’indennità, fino alla sistemazione della posizione.
Perché febbraio è il mese più a rischio
Il pagamento di febbraio è il primo a risentire dell’eventuale omissione. In mancanza della comunicazione, l’Inps presume il superamento dei limiti di compatibilità e blocca l’accredito, pur senza far decadere il diritto alla prestazione.
Come recuperare la Naspi sospesa
Chi ha dimenticato la scadenza può comunque intervenire. Dopo l’invio tardivo del reddito presunto, l’Inps riattiva la prestazione e procede anche al versamento degli arretrati il mese successivo, seppur con tempistiche non immediate. Proprio per questo, febbraio rischia di restare senza pagamento per molti beneficiari disattenti.


