Prima la sospensione del cantiere. Poi la maxisanzione per lavoro nero. Infine la scure della Patente a Crediti, che può far scendere l’impresa sotto la soglia minima dei punti e portare al blocco dell’attività.
È questo il “tris” di conseguenze che rischia un datore di lavoro che opera nei cantieri (edile, impiantista, carpentiere, falegname, ecc.) quando, durante un controllo, emergono troppi lavoratori irregolari. La stretta – d’altronde – era stata annunciata con un certo anticipo negli ultimi mesi del 2025.
Se i lavoratori in nero superano il 10% scatta la sospensione
Nel caso esemplificato, durante una verifica ispettiva del 20 gennaio 2026 vengono trovati 3 lavoratori non in regola su 6 complessivamente presenti nel cantiere, con uno anche clandestino. Poiché gli irregolari sono oltre il 10% degli occupati nell’unità operativa, gli ispettori applicano subito il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale previsto dall’articolo 14 del Dlgs 81/2008.
Maxisanzione: importi e aggravio per lo straniero clandestino
Dopo l’accesso, a controlli conclusi, arriva il verbale unico di accertamento e notificazione. È qui che viene contestata la maxisanzione dell’articolo 3 del Dl 12/2002: ipotizzando il primo giorno di lavoro, la sanzione amministrativa va da 1.950 a 11.700 euro per ciascun lavoratore “in nero”. Per il lavoratore clandestino l’importo aumenta di un ulteriore 20%, con possibili maggiorazioni ulteriori in caso di recidiva.
Patente a crediti: decurtazione immediata e rischio soglia 15
Per chi opera nei cantieri edili la partita non finisce con le sanzioni. Serve anche la patente a crediti. Verificato che l’impresa ne è in possesso, la decurtazione dei punti scatta già con la notifica del verbale unico, senza attendere l’ordinanza ingiunzione. Il taglio è pesante: 5 punti per ogni lavoratore irregolare e, per il clandestino, un credito in più (quindi 6). Totale: 16 punti.
Nota INL 609/2026: niente “calmieratore”, stop cantieri e ricorsi lunghi
La nota INL 609/2026 chiarisce che non si applica la norma calmieratrice del “tetto massimo” legato al doppio della violazione più grave. Se l’impresa parte da 30 crediti, scende a 14 e quindi sotto la soglia minima di 15 necessaria per operare. Il recupero punti è possibile tramite archiviazione, ricorsi (ordinanza ingiunzione o Comitato interregionale) o procedura ex art. 7 DM 132/2004, ma i tempi sono lunghi. E intanto il cantiere resta fermo, con possibili conseguenze anche penali.


