Nuova tragedia nello stabilimento siderurgico di Taranto. Le segreterie nazionali di FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-UIL hanno proclamato 24 ore di sciopero in tutto il gruppo ex Ilva, per i lavoratori diretti e dell’appalto, dopo l’infortunio mortale costato la vita a Loris Costantino.
La notizia è arrivata nella mattinata del 2 marzo. I sindacati parlano di “ferita aperta” e tornano a denunciare le condizioni di sicurezza degli impianti, già oggetto di segnalazioni negli ultimi mesi. Nel comunicato unitario si fa riferimento alla necessità di interventi strutturali di manutenzione e a un cambio di passo nella gestione, con il superamento della fase commissariale.
La dinamica dell’incidente secondo le prime ricostruzioni
Secondo quanto riportato da diversi siti di informazione locale di Taranto, l’operaio sarebbe rimasto coinvolto in un grave incidente avvenuto all’interno dell’area impiantistica durante attività operative. Le ricostruzioni parlano di un impatto violento e di soccorsi immediati, ma purtroppo inutili. Sul posto sono intervenuti sanitari del 118, forze dell’ordine e tecnici dello Spesal per gli accertamenti del caso.
La Procura ha aperto un fascicolo per chiarire le responsabilità e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza. Gli inquirenti stanno acquisendo documentazione e testimonianze dei colleghi presenti al momento dell’accaduto.
Sindacati: “La sicurezza venga prima di tutto”
FIM, FIOM e UILM ricordano che solo pochi mesi fa un altro infortunio mortale aveva colpito lo stabilimento. Chiedono ora un intervento immediato del Governo, anche alla luce della convocazione a Palazzo Chigi prevista nelle prossime ore sulla vertenza industriale.
Episodi analoghi hanno scosso di recente anche altri grandi gruppi industriali. Giorni fa un’iniziativa di sciopero simile ha riguardato Fincantieri, dopo un incidente mortale in uno dei cantieri navali.
Ancora una volta il tema della sicurezza torna così al centro del dibattito industriale e politico, in un territorio già segnato da anni di tensioni produttive e sociali.


