La riduzione dell’orario di lavoro torna al centro del confronto politico e sindacale. Alla Camera dei deputati la maggioranza di centro destra ha bocciato la proposta unitaria delle opposizioni che puntava a ridurre progressivamente l’orario settimanale fino a 32 ore a parità di salario, aprendo anche alla possibilità della settimana lavorativa di quattro giorni.
Un tema che interessa direttamente anche i lavoratori metalmeccanici, visto che una richiesta simile era stata avanzata nei mesi scorsi dai sindacati di categoria durante la vertenza per il rinnovo del contratto nazionale firmato il 22 novembre.
La proposta bocciata alla Camera
In Aula alla Camera, con il voto dei partiti di maggioranza, è stata bocciata la proposta di legge presentata da Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, con primo firmatario Nicola Fratoianni insieme a Giuseppe Conte, Angelo Bonelli ed Elly Schlein.
Il testo puntava a incentivare accordi tra imprese e sindacati per ridurre progressivamente l’orario di lavoro fino a 32 ore settimanali mantenendo invariato lo stipendio. Non si trattava quindi di una riduzione imposta per legge, ma di una misura pensata per sostenere la contrattazione collettiva.
Per favorire questi accordi, la proposta prevedeva un sistema di agevolazioni contributive per le imprese che avessero ridotto l’orario di lavoro senza tagliare i salari.
Incentivi alle imprese e sperimentazione
Il meccanismo prevedeva che le aziende potessero accedere a un esonero contributivo fino al 30% per tre anni, con percentuali più alte (50%) per le piccole e medie imprese.
L’obiettivo era proprio quello di compensare almeno in parte il maggior costo del lavoro derivante dalla riduzione dell’orario. In questo modo una parte dell’onere per le imprese sarebbe stata sostenuta dallo Stato.
La proposta prevedeva inoltre una fase di sperimentazione di tre anni e l’istituzione di un Osservatorio nazionale per monitorare gli effetti della riduzione dell’orario su produttività, occupazione e organizzazione del lavoro.
Il precedente nel contratto metalmeccanici
Il tema è stato al centro anche della recente trattativa per il rinnovo del CCNL metalmeccanici industria.
Durante la vertenza, infatti, Fim, Fiom e Uilm avevano avanzato la richiesta di avviare una sperimentazione per ridurre l’orario di lavoro a 35 ore settimanali a parità di salario.
La proposta non è stata accolta nel rinnovo contrattuale firmato il 22 novembre, ma le parti hanno deciso di aprire un Osservatorio sull’organizzazione del lavoro e sull’evoluzione dell’orario, proprio per approfondire il tema nei prossimi anni.


