Una recente sentenza del Tribunale di Milano cambia le regole sul patto di prova e offre un’indicazione chiara anche per i lavoratori metalmeccanici. Con la decisione n. 683 del 3 aprile 2026, i giudici hanno stabilito che il patto di prova è nullo se non contiene una descrizione precisa delle mansioni da svolgere.
Si tratta di un principio che può avere effetti concreti anche nei contratti del settore industriale, dove spesso si fa riferimento solo al livello di inquadramento previsto dal CCNL.
Non basta il livello del CCNL: servono mansioni specifiche
Il punto centrale della sentenza riguarda l’interpretazione dell’articolo 2096 del Codice civile. Il Tribunale – in una sentenza che riguardava il CCNL Istruzione e Ricerca – ha ribadito che il patto di prova è valido solo se il lavoratore conosce esattamente su quali attività verrà valutato.
Non è sufficiente indicare il livello o l’area professionale del contratto collettivo. Il rinvio al CCNL può essere utilizzato, ma solo se è così preciso da permettere di individuare concretamente le mansioni.
In caso contrario, il patto di prova è nullo.
Il caso: annullato il patto di prova e riconosciuto il risarcimento
Nel caso esaminato, il lavoratore era stato assunto a tempo determinato con un periodo di prova di quattro settimane. Il contratto, però, non indicava in modo puntuale le mansioni, limitandosi a un generico richiamo all’inquadramento contrattuale.
Il datore di lavoro aveva comunicato il mancato superamento della prova, ma il giudice ha ritenuto illegittimo il recesso proprio perché il patto di prova era nullo.
Di conseguenza, il lavoratore ha ottenuto il risarcimento pari a tutte le retribuzioni che avrebbe percepito fino alla scadenza del contratto.
Cosa cambia per i metalmeccanici
Questa decisione è particolarmente rilevante per i metalmeccanici. In molti contratti individuali, infatti, il patto di prova viene inserito con formule generiche. E il patto di prova è spesso inserito nei patti individuali di chi cambia datore di lavoro.
La sentenza chiarisce che questo non basta. Se non sono indicate le mansioni in modo chiaro, il patto di prova non è valido.
Per i lavoratori significa una tutela in più. Per le aziende, invece, aumenta il rischio di dover pagare tutte le retribuzioni fino alla fine del contratto in caso di recesso illegittimo.


