Nel settore metalmeccanico aumenta la preoccupazione per il futuro occupazionale. Tra produzione in calo, crisi energetica e rallentamento degli ordini, sempre più aziende stanno facendo ricorso alla cassa integrazione.
Per molti lavoratori però la domanda è sempre la stessa: cosa succede quando finisce la cassa integrazione? E soprattutto: quando si può prendere la NASpI?
La risposta è semplice: la NASpI non arriva automaticamente alla fine degli ammortizzatori sociali, ma solo quando termina realmente il rapporto di lavoro.
Quando un lavoratore metalmeccanico può prendere la NASpI
Anche in caso di cassa integrazione a zero ore, il dipendente resta assunto dall’azienda. Questo significa che finché il contratto è attivo non si ha diritto alla disoccupazione NASpI.
La NASpI può essere richiesta solo in presenza di:
- licenziamento;
- procedura di esubero;
- chiusura dello stabilimento;
- cessazione dell’attività aziendale;
- mancato rientro al lavoro dopo la fine della cassa integrazione.
È proprio questo passaggio che oggi preoccupa molti operai coinvolti nelle crisi industriali.
Cosa succede dopo la cassa integrazione
Quando terminano CIGO o CIGS, possono aprirsi scenari diversi.
Nel caso migliore il lavoratore torna normalmente in fabbrica perché la produzione riparte.
In altri casi possono arrivare:
- proroghe della cassa integrazione;
- contratti di solidarietà;
- riduzione degli orari di lavoro;
- nuovi accordi sindacali per evitare licenziamenti.
Se invece la crisi continua e l’azienda decide di ridurre il personale, il lavoratore può accedere all’indennità di disoccupazione.
NASpI nel 2026: quanto si può prendere
Per il 2026 l’INPS ha aggiornato gli importi della NASpI, l’importo massimo può arrivare fino a:
- 1.584,70 euro al mese
Si tratta però del massimale teorico massimo previsto dall’INPS. La cifra reale cambia in base:
- allo stipendio percepito prima del licenziamento;
- ai contributi versati;
- alla storia lavorativa del dipendente.
Esempio
La NASpI viene calcolata sulla retribuzione media degli ultimi anni di lavoro e non corrisponde mai allo stipendio pieno percepito in fabbrica.
Operaio con stipendio netto da 1.400 euro
La NASpI potrebbe partire da circa:
- 900-1.000 euro al mese
perché l’indennità copre solo una parte della retribuzione media e non comprende interamente straordinari e premi.
Operaio specializzato con stipendio netto da 1.800 euro
In questo caso la NASpI potrebbe arrivare a:
- 1.100-1.300 euro al mese
grazie a una retribuzione imponibile più alta utilizzata per il calcolo INPS.
Lavoratore con stipendio elevato
Chi aveva una busta paga più alta può avvicinarsi al massimale previsto:
- fino a 1.584,70 euro al mese
Va ricordato inoltre che la l’indennità, diminuisce progressivamente con il passare dei mesi.
Quanto dura la NASpI e quando diminuisce l’importo
La NASpI diminuisce progressivamente con il passare dei mesi, attualmente la riduzione dell’importo scatta:
- dal sesto mese di pagamento;
- dall’ottavo mese per i lavoratori con almeno 55 anni.
La durata, dipende invece dai contributi versati negli ultimi quattro anni e può arrivare fino a un massimo di circa 24 mesi nei casi previsti dalla normativa.


