Il gruppo Volkswagen si prepara a quella che potrebbe diventare una delle più profonde ristrutturazioni della storia dell’industria automobilistica europea. Secondo quanto riportato dalla rivista tedesca Manager Magazin, il piano allo studio del ceo Oliver Blume prevede una drastica riduzione dei costi, con la possibile eliminazione di fino a 100mila posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti produttivi in Germania.
Le indiscrezioni arrivano pochi giorni dopo le dichiarazioni del nuovo amministratore delegato di Porsche, Michael Leiters, che aveva annunciato la volontà di ridurre il numero di modelli in gamma e rafforzare le sinergie interne al Gruppo Volkswagen per contenere i costi di sviluppo.
I siti produttivi interessati
Tra gli impianti che potrebbero essere progressivamente dismessi figurano Hannover, Emden e Zwickau, oltre allo stabilimento Audi di Neckarsulm. La produzione cesserebbe al termine del ciclo di vita degli attuali modelli assemblati nei rispettivi siti.
Si tratta di stabilimenti simbolo dell’industria automobilistica tedesca. Emden è oggi dedicato esclusivamente alla produzione di veicoli elettrici, Zwickau rappresenta la prima fabbrica del gruppo interamente convertita alla mobilità elettrica grazie a un investimento di 1,2 miliardi di euro, mentre Hannover continua a produrre il celebre Bulli e il furgone elettrico ID. Buzz.
Investimenti ridotti e costi da abbattere
Il piano industriale prevede anche una riduzione degli investimenti di circa il 15%, portandoli a poco più di 130 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. L’obiettivo è ridurre i costi generali di struttura per 11 miliardi di euro entro il 2030.
Volkswagen punta inoltre a separare il marchio principale e la divisione componentistica dall’attuale struttura societaria, creando entità distinte per migliorarne l’efficienza.
La reazione dei sindacati
Dal 2025 l’azienda ha avviato un percorso di riduzione del personale: circa 28mila lavoratori hanno aderito volontariamente ai piani di uscita, nell’ambito dell’obiettivo già annunciato di eliminare 50mila posti entro il 2030. Le nuove indiscrezioni raddoppierebbero però la portata dell’intervento.
Il Governo tedesco ha ribadito che le decisioni spettano alle imprese, ma dovranno essere assunte nel confronto con le parti sociali. Durissima la reazione del sindacato IG Metall e del consiglio di fabbrica Volkswagen, che hanno annunciato battaglia: se il piano verrà confermato, promettono di opporsi “con tutte le loro forze”.


