Per una parte dei lavoratori metalmeccanici il 2026 porta una differenza economica da non sottovalutare. Si tratta dei dipendenti delle cooperative industriali, ai quali il rinnovo del CCNL 2025 riconosce un elemento perequativo da 500 euro.
La misura riguarda i lavoratori delle aziende prive di contrattazione aziendale e serve a compensare, almeno in parte, l’assenza di premi o trattamenti economici di secondo livello.
Cooperative, elemento perequativo più alto
Nel contratto delle cooperative industriali l’elemento perequativo è stato portato a 500 euro. Una cifra superiore rispetto a quella prevista nei principali contratti metalmeccanici dell’industria e delle PMI, dove il valore resta fermo a 465 euro.
La differenza è quindi di 35 euro. Non si tratta di un importo enorme, ma è un segnale politico e contrattuale chiaro: nel settore cooperativo si è scelto di rafforzare la tutela economica dei lavoratori che non hanno accordi aziendali.
L’elemento perequativo sarà erogato con la busta paga di giugno.
Industria, la richiesta sindacale non è passata
Anche nel rinnovo del contratto metalmeccanico industria i sindacati avevano chiesto di aumentare l’elemento perequativo. L’obiettivo era avvicinare questo istituto al nuovo contesto salariale e al peso crescente della contrattazione aziendale.
La richiesta, però, non è stata accolta. Nel confronto con Federmeccanica e Assistal, da un lato, e con Unionmeccanica Confapi, dall’altro, il tema è rimasto fuori dalla mediazione finale.
Il compromesso è stato trovato su un altro terreno: la difesa della clausola di garanzia. Una clausola centrale per il contratto nazionale, perché assicura l’adeguamento dei minimi retributivi all’inflazione misurata con l’indice IPCA NEI, depurato dagli energetici importati.
Gli industriali puntavano a cancellarla o comunque a superarla. I sindacati, invece, hanno scelto di concentrare la trattativa sulla sua conservazione, considerandola decisiva per proteggere i salari dall’aumento dei prezzi.
Perché il confronto è importante
Il risultato è che oggi si crea una differenza tra lavoratori metalmeccanici appartenenti a sistemi contrattuali diversi. Nelle cooperative l’elemento perequativo sale a 500 euro. Nell’industria e nelle PMI resta invece a 465 euro.
Per i lavoratori senza premio aziendale, questa voce continua ad avere un peso importante. Non sostituisce la contrattazione di secondo livello, ma rappresenta una forma minima di riequilibrio.
Il rinnovo delle cooperative, quindi, introduce un elemento di vantaggio per circa 15.000 ‘tute blu’ del settore, mentre nell’industria la partita salariale si è chiusa con una priorità diversa: salvare il meccanismo automatico di tutela dei minimi contrattuali.


