Gli aumenti per gli orafi sono entrati in vigore il 1° ottobre 2026. Prima della loro applicazione, Federorafi e i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno verificato l’andamento dell’inflazione previsto dal contratto. Il risultato, messo nero su bianco nel verbale del 25 settembre, è semplice: restano confermati gli importi stabiliti con il rinnovo di febbraio. La verifica IPCA non aggiunge un’altra somma alla prima tranche.
Che cosa è stato verificato
Il CCNL dell’industria orafa, argentiera e della gioielleria prevede un confronto tra gli aumenti concordati e l’IPCA consuntivato, calcolato al netto dei beni energetici importati. È un controllo che serve a stabilire se i minimi debbano essere adeguati in base all’inflazione registrata.
Per la tranche di ottobre, le parti hanno confermato i valori già fissati nell’accordo firmato il 10 febbraio 2026. È questa la distinzione da tenere presente leggendo le notizie sul verbale: la firma del 25 settembre conferma gli aumenti in arrivo, ma non istituisce un secondo aumento da sommare a quello contrattuale.
Quanto spetta nella busta paga di ottobre
Per un dipendente inquadrato nella 5ª categoria, il minimo mensile aumenta di 52,48 euro lordi e arriva a 1.980,70 euro. Gli importi cambiano secondo l’inquadramento: per la 2ª categoria l’incremento è di 42,85 euro, mentre per la 7ª raggiunge 65,47 euro.
Sono aumenti dei minimi tabellari, cioè della paga base prevista dal CCNL. I 52,48 euro della 5ª categoria, quindi, non corrispondono a 52,48 euro netti sul conto corrente. Il risultato effettivo dipende dalle trattenute e dalle altre voci presenti nel cedolino.
Chi lavora in un’azienda che applica questo contratto può controllare due dati nella busta paga di ottobre: la categoria di inquadramento e il nuovo minimo mensile. L’aumento decorre dal 1° ottobre, anche se lo stipendio del mese viene materialmente pagato in una data successiva. Se la variazione non compare nel primo cedolino utile, occorre verificare con l’ufficio paghe come sarà riconosciuta la differenza.
Il rinnovo non si esaurisce qui. Sono programmate altre tranche dal 1° giugno 2027 e dal 1° giugno 2028. Anche per quelle scadenze sarà necessario guardare alle tabelle e alle verifiche previste dal contratto, senza anticipare importi ulteriori che oggi non risultano definiti.
Fonti: verbale Federorafi–Fim–Fiom–Uilm del 25 settembre 2026 e comunicazione Assolombarda sui minimi dal 1° ottobre.


