Lo stabilimento di Aosta resta strategico per Cogne Acciai Speciali, ma sul piano industriale 2027 mancano ancora informazioni precise. Durante il secondo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’azienda ha illustrato la situazione economica e le prospettive del gruppo senza presentare, secondo i sindacati, numeri concreti sui nuovi investimenti.
Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno quindi chiesto un altro confronto al Mimit per conoscere programmi produttivi, risorse destinate allo stabilimento e possibili conseguenze per i lavoratori.
Aosta confermata al centro della produzione
L’azienda ha ribadito il valore strategico dello stabilimento valdostano. Walsin Lihwa, gruppo taiwanese diventato azionista di maggioranza nel 2022, intende continuare a investire in Cogne Acciai Speciali e a produrre acciaio ad Aosta.
Si tratta di una conferma importante per una realtà che occupa direttamente oltre 1.100 dipendenti e coinvolge circa 1.500 persone considerando anche l’indotto.
Cogne produce acciai inossidabili lunghi e leghe di nichel destinati a settori come automotive, energia, aerospazio e Oil & Gas. Per il suo peso industriale e occupazionale, l’azienda compare tra i tavoli di crisi attivi del Mimit.
Nel piano industriale mancano ancora i dettagli
La conferma della centralità di Aosta non basta a chiarire il futuro dello stabilimento. Secondo la Fiom, l’impresa ha presentato alcune linee guida, ma non ha ancora indicato nuovi investimenti con importi, tempi e progetti definiti.
I contenuti del piano industriale dovrebbero essere completati entro la fine del 2026. I sindacati chiedono soprattutto informazioni su:
- investimenti e ammodernamento degli impianti;
- livelli produttivi previsti;
- prospettive occupazionali;
- organizzazione dei turni;
- formazione e condizioni di lavoro.
Le fonti disponibili non annunciano licenziamenti o esuberi. Le preoccupazioni nascono dalla mancanza di dettagli e dalle difficoltà che attraversa il mercato europeo dell’acciaio.
Energia e materie prime pesano sull’acciaieria
Durante l’incontro sono stati richiamati gli effetti della situazione geopolitica, del costo dell’energia e dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Anche i dazi e le misure introdotte dall’Unione europea non avrebbero ancora prodotto la ripresa sperata della siderurgia.
I sindacati temono che queste difficoltà possano incidere sull’attività produttiva e sulle condizioni dei dipendenti. La Fiom richiama anche il ricorso agli ammortizzatori sociali, ma le informazioni diffuse non indicano nuovi periodi né il numero dei lavoratori eventualmente coinvolti.
Il contratto integrativo non deve essere ridotto
Il confronto riguarda anche il contratto integrativo aziendale, che aggiunge al CCNL trattamenti economici e regole specifiche per i dipendenti di Cogne Acciai Speciali.
Dopo gli scioperi dello scorso luglio, la trattativa resta aperta. Nel comunicato unitario sul confronto al Mimit, Fim, Fiom e Uilm affermano che le difficoltà del mercato non devono ricadere sui lavoratori e chiedono di non ridurre le condizioni previste dall’integrativo.
Le organizzazioni sindacali hanno domandato un nuovo incontro al Ministero, ma al momento non risulta comunicata una data. Il prossimo confronto dovrà chiarire investimenti, tempi e garanzie occupazionali contenuti nel piano industriale 2027.


