Settembre chiude con rendimenti negativi per quattro i comparti del fondo pensione Cometa. Il bilancio dei primi nove mesi del 2026 resta positivo per tre linee di investimento su quattro. È quanto emerge dal prospetto diffuso dalla FIOM-CGIL a ottobre, dedicato alla previdenza complementare dei lavoratori metalmeccanici, dell’installazione di impianti e dei settori affini, oltre che del comparto orafo e argentiero.
Per leggere i numeri bisogna distinguere il risultato del solo mese di settembre da quello accumulato tra gennaio e settembre: una flessione mensile non significa un rendimento negativo dall’inizio dell’anno.
Settembre: le perdite dei quattro comparti
La contrazione più marcata riguarda Reddito, che nel mese registra un rendimento del meno 1,22%. Segue Sicurezza 2020, con meno 1,15%.
Il comparto Crescita chiude settembre a meno 0,70%, mentre Monetario Plus contiene la flessione al meno 0,27%, il risultato mensile meno negativo tra quelli riportati nel documento.
Si tratta di risultati, riferiti a comparti con caratteristiche differenti. Il prospetto identifica Monetario Plus come la linea per gli aderenti prossimi al pensionamento, Sicurezza 2020 come comparto garanzia, Reddito come comparto di ingresso per i nuovi iscritti e Crescita come quello più dinamico.
Da gennaio Crescita guida i rendimenti
Allargando lo sguardo ai primi nove mesi del 2026, la situazione cambia. Crescita mantiene il risultato più elevato, con un rendimento del 5,93% tra gennaio e settembre, nonostante la battuta d’arresto dell’ultimo mese.
Reddito conserva un saldo positivo del 2,12%. Anche Monetario Plus resta sopra lo zero, con lo 0,35%.
L’unico comparto con un rendimento negativo nel periodo gennaio-settembre è Sicurezza 2020, che segna meno 1,03%.
Il confronto evidenzia quindi una differenza importante per gli iscritti: settembre ha ridotto i risultati, ma non ha cancellato il rendimento positivo accumulato da tre comparti.
Cosa indicano questi numeri per gli aderenti
I dati fotografano l’andamento dei singoli comparti nei periodi indicati. Non rappresentano una previsione dei risultati dei prossimi mesi né, da soli, quantificano quanto abbia guadagnato o perso ogni lavoratore sulla propria posizione.
Lo stesso prospetto FIOM ricorda che i risultati passati non sono necessariamente indicativi di quelli futuri.

