Nei primi nove mesi del 2026 l’INPS ha liquidato 665.689 nuovi trattamenti con decorrenza nell’anno, per un importo medio mensile di 1.297 euro. Il dato comprende pensioni previdenziali e assegni sociali e mostra differenze rilevanti tra uomini e donne, categorie di lavoratori e modalità di uscita dal lavoro.
A fotografare la situazione è l’Osservatorio INPS sui flussi di pensionamento, pubblicato dall’Istituto di Via Ciro Il Grande. I numeri restano provvisori: potranno crescere con la liquidazione di altre prestazioni riferite allo stesso periodo.
Donne, pensioni inferiori del 26,46%
Per gli uomini l’importo medio delle nuove pensioni raggiunge 1.508 euro mensili, mentre per le donne si ferma a 1.109 euro. La distanza è di 399 euro al mese: gli assegni femminili risultano inferiori del 26,46% rispetto a quelli maschili.
Il divario risente delle carriere lavorative mediamente più lunghe degli uomini e delle loro retribuzioni più elevate. Due fattori che incidono sui contributi versati e, di conseguenza, sull’importo riconosciuto al pensionamento.
Pensioni anticipate: importo medio di 2.106 euro
Le pensioni anticipate liquidate sono 159.344, con una media mensile di 2.106 euro. Ogni 100 pensioni di vecchiaia se ne contano circa 70 anticipate.
I trattamenti di vecchiaia raggiungono quota 227.906, con un importo medio di 1.312 euro. Seguono le pensioni ai superstiti: 162.009 assegni da 971 euro medi.
Le pensioni di invalidità sono 39.032, con una media di 832 euro, mentre gli assegni sociali sono 77.398, per 507 euro mensili.
Per Opzione donna risultano liquidate 1.147 pensioni, contro le 2.955 riferite all’intero 2025. Il confronto riguarda però periodi di durata diversa e dati con differenti livelli di aggiornamento.
Dipendenti pubblici e autonomi: quanto ricevono
Tra i dipendenti pubblici si registrano 97.336 nuove pensioni, con una media di 2.136 euro. In questo caso gli importi sono più alti. Nel Fondo lavoratori dipendenti i trattamenti sono 258.799, per 1.411 euro medi.
Per gli artigiani la media è di 1.049 euro, per i commercianti di 1.100 euro e per i coltivatori diretti di 760 euro. Nella gestione dei parasubordinati l’importo medio scende a 354 euro; nei Fondi speciali raggiunge 1.812 euro.
Perché il confronto con il 2025 richiede attenzione
Le pensioni con decorrenza nel 2025 sono complessivamente 901.448, con una media di 1.213 euro. Non è però corretto confrontarle direttamente con quelle del 2026.
Il totale del 2025 comprende anche trattamenti liquidati successivamente, fino al 2 ottobre 2026. Per il 2026 sono invece considerate soltanto le prestazioni liquidate entro quella data e con decorrenza entro settembre: ulteriori liquidazioni potranno modificare il quadro.


