La CGIL torna in piazza il 25 ottobre 2025 con una manifestazione nazionale a Roma, ma questa volta senza proclamare lo sciopero generale. Il concentramento è previsto in piazza della Repubblica alle 13.30, con conclusione in piazza San Giovanni in Laterano, nella Capitale. Il sindacato guidato da Maurizio Landini denuncia una Legge di Bilancio “foriera di tagli alla spesa sociale” e di misure “contro lavoratori e lavoratrici”.
La confederazione parla di un paese che si sta impoverendo mentre il governo “taglia le pensioni, non investe in sanità e scuola pubblica, non contrasta la precarietà e aumenta la spesa militare”.
Fiom-Cgil in prima linea, Fim e Uilm restano fuori
Alla manifestazione del 25 ottobre ha aderito la Fiom-Cgil, il sindacato dei metalmeccanici, che condivide le ragioni della mobilitazione.
La Fim-Cisl e la Uilm-Uil, invece, non hanno aderito, scegliendo – per ora – altre iniziative.
In particolare la Cisl ha fatto sapere, attraverso il Segretario Generale Daniela Fumarola, intervistata dal Quotidiano Nazionale di voler avviare la campagna ‘Il Cammino della Responsabilità’, mobilitazione che, in vista della Manovra, intende promuovere le ragioni di un Patto sociale che leghi crescita, salari, coesione e partecipazione. L’iniziativa coinvolgerà le Federazioni – compresa la Fim-Cisl – e strutture confederali di ogni livello e si articolerà in una serie di iniziative sui territori e nei luoghi di lavoro, terminerà con una manifestazione nazionale a Roma. La manifestazione si terrà tra novembre e dicembre.
La scelta segna ancora una volta una differenza di linea tra le tre sigle di categoria: la Fiom spinge per una mobilitazione unitaria sul lavoro e sulle pensioni insieme alla Cgil. Mentre Fim e Uilm attendono di valutare i contenuti definitivi della manovra.
Le richieste della CGIL
Tra le rivendicazioni principali figurano:
- aumentare i salari e detassare i rinnovi dei contratti nazionali;
- investire in industria, pensioni, sanità e scuola pubblica;
- ridurre le tasse a lavoratori e pensionati;
- dire basta alla precarietà e rilanciare la contrattazione collettiva.
La manovra divide: detassazione solo fino a 28mila euro
Nella prima bozza della Legge di Bilancio 2026, il governo ha inserito una misura di detassazione dei rinnovi contrattuali, ma limitata ai redditi fino a 28mila euro annui.
Una soglia che la CGIL considera insufficiente e discriminatoria, perché esclude una larga parte dei lavoratori metalmeccanici e di altri settori industriali. Per Landini e la Fiom, “servono misure strutturali, non bonus parziali”.
La piazza del 25 ottobre sarà dunque un banco di prova politico e sindacale per misurare la forza della mobilitazione senza sciopero.


