Lo stabilimento Stellantis di Termoli vive una delle fasi più difficili della sua storia recente. Oggi è il sito italiano con il maggior numero di lavoratori in cassa integrazione e attende ancora gli investimenti e le commesse promesse negli ultimi anni. Un’attesa diventata insostenibile dopo l’ennesimo incontro infruttuoso tra l’amministratore delegato per l’Europa, Antonio Filosa, e i sindacati nell’ottobre scorso. In questo contesto nasce la mobilitazione lanciata dalla Cisl Molise per il prossimo 29 novembre. Ed è da questo clima che prende forma l’appello del segretario regionale Antonio D’Alessandro.
D’Alessandro parla di comunità, radici, dignità. Collega il destino della fabbrica al destino dei giovani molisani. E costruisce così il senso profondo della mobilitazione: non una protesta qualunque, ma un atto di difesa collettiva. Di un territorio. Il sindacato quindi si attende una forte solidarietà da tutto il mondo dell’associazionismo, opinione pubblica, studenti.
Una crisi che arriva da lontano e colpisce il cuore del Molise
Il legame tra la fabbrica e il territorio è totale. Per anni Termoli ha dato lavoro a 3 mila operai. Oggi ne restano circa 1.800. Di cui la maggior parte in cassa integrazione, turni ridotti, incertezza.
Il nodo centrale è l’assenza di prospettive industriali. Gli investimenti annunciati non sono mai arrivati. Anche l’Ad Antonio Filosa, nell’incontro di ottobre coi sindacati a Torino, non ha fornito garanzie.
Il 29 novembre come spartiacque per la comunità
Questa mancanza di risposte da parte del Gruppo e delle Istituzioni- sempre più inermi – alimenta tensione e paura. Da qui la chiamata alla piazza.
Un giorno simbolico, secondo la Cisl, in cui il Molise deve decidere se reagire o rassegnarsi.
Una mobilitazione aperta a tutti
L’appuntamento è alle 10 in Piazza Donatori di Sangue.
Lavoratori, famiglie, studenti: l’obiettivo è trasformare la piazza nel volto di un Molise che non vuole spegnersi.


