sabato, Giugno 6, 2026

Caldaie, Cambia Tutto: Niente Più Divieti dal 2029 e Nuove Regole in Arrivo per il Settore

La vicenda del nuovo regolamento Ecodesign torna a muoversi, e questa volta con un andamento sorprendente. Nel fine settimana la Commissione europea ha rimesso in consultazione la bozza aggiornata del regolamento 813/2013/Ue, riaprendo un dossier che, solo due anni fa, sembrava indirizzato verso un’uscita drastica dal panorama energetico: l’eliminazione totale delle caldaie dal 2029.

Oggi, invece, l’impianto tecnico prende una direzione diversa, molto più indulgente, che rimette in gioco sia i modelli a condensazione sia quelli tradizionali.

Una scelta che non passa inosservata all’interno della filiera metalmeccanica e dell’installazione, dove si producono ogni anno centinaia di migliaia di apparecchi destinati al mercato italiano ed europeo.

Lo snodo tecnico: l’efficienza stagionale non sarà più un muro invalicabile

Il cuore del cambiamento si trova nelle tabelle allegate alla bozza rivista. Nel 2023, Bruxelles aveva proposto un limite minimo di efficienza stagionale talmente elevato da rendere, di fatto, impossibile la permanenza sul mercato di qualsiasi caldaia, indipendentemente dai combustibili utilizzati o dagli sviluppi tecnologici.

Un’impostazione che aveva scatenato proteste diffuse, soprattutto perché l’Italia vende ogni anno oltre 900mila apparecchi, con un indotto industriale che attraversa l’intera metalmeccanica: progettazione, componentistica, installazione, manutenzione.

La nuova versione del testo smonta quella barriera, sostituendola con standard meno rigidi e compatibili con le tecnologie attualmente in produzione.

Il nodo politico: il gas non è più un tabù, ma la transizione resta sullo sfondo

Questa revisione introduce una svolta che incrocia inevitabilmente la strategia energetica europea. L’Ecodesign disciplina ciò che può essere commercializzato, non la direzione politica complessiva. E infatti la direttiva Epbd – la cosiddetta “Case green” – resta sullo sfondo e continua a indicare l’obiettivo di eliminare le caldaie alimentate da combustibili fossili entro il 2040.

Un traguardo che ora appare più incerto, visto che Bruxelles rinuncia a un divieto diretto e rimanda agli Stati membri l’onere di adottare incentivi e misure politiche concrete.

Le reazioni dell’industria: sollievo e richieste di visione a lungo termine

Nel settore metalmeccanico la risposta è immediata. Giuseppe Lorubio, presidente di Assotermica, saluta la retromarcia come un atto di pragmatismo, ricordando che il parco caldaie italiano è anziano e necessita di sostituzioni rapide.

Secondo l’associazione, le caldaie a condensazione restano essenziali per migliorare l’efficienza energetica, anche grazie alla loro compatibilità con combustibili rinnovabili e con sistemi ibridi.

Il testo definitivo arriverà nel 2026 ed entrerà in vigore tra il 2028 e il 2029. Una finestra temporale che i metalmeccanici guardano come un cantiere aperto, dove le regole del mercato europeo potrebbero ancora modificare traiettorie industriali e occupazionali.

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