martedì, Aprile 21, 2026

Cassa Integrazione, dal 18 Dicembre Scatta un Doppio Obbligo per Chi Inizia a Lavorare

Dal 18 dicembre 2025 cambia una regola importante per tutti i lavoratori che ricevono la cassa integrazione. La legge 182/2025 introduce infatti un nuovo obbligo: chi è in CIG e decide di iniziare un’altra attività lavorativa, anche solo per poche ore, deve avvisare non solo l’Inps, come già previsto, ma anche il proprio datore di lavoro.

La norma nasce per rendere più chiaro e trasparente il rapporto tra azienda, lavoratore e Inps, soprattutto nei periodi in cui il dipendente è sospeso dal lavoro e percepisce un sostegno pubblico.

Quando serve la Doppia comunicazione

Il principio di base resta quello già noto: non si può cumulare la cassa integrazione con un’attività lavorativa. Se un lavoratore svolge un impiego durante la CIG, non perde più automaticamente il trattamento, ma non ha diritto alla cassa per le giornate in cui ha lavorato.

Oggi: bisogna comunicare all’Inps l’avvio dell’attività;

Dal 18 dicembre: bisognerà comunicarlo subito anche all’azienda che ha richiesto la CIG.

È importante capire che l’obbligo vale sia per lavoro dipendente sia per lavoro autonomo, e anche se il nuovo impiego è iniziato prima della cassa integrazione. Insomma siamo nell’ambito di una nuova doppia comunicazione.

Cosa succede se non si avvisa il datore

La nuova comunicazione al datore di lavoro non è soggetta a sanzioni. Questo significa che se un operaio si dimentica di avvisare l’azienda, non perde subito la CIG.

Diverso è il caso dell’Inps: se non viene informato l’istituto, scatta la decadenza dal trattamento, cioè la perdita del diritto alla cassa. Il datore riceve così un’informazione utile a verificare la posizione del lavoratore, senza però effetti immediati sul beneficio.

Tempi più rapidi per i nulla osta degli extracomunitari

La stessa legge introduce anche un’accelerazione nelle pratiche per l’ingresso di lavoratori extracomunitari. I tempi per il rilascio del nulla osta scendono da 60 a 30 giorni per chi arriva tramite programmi formativi, e da 90 a 30 giorni per chi proviene da Paesi con accordi bilaterali.

Un intervento pensato per velocizzare l’ingresso di manodopera qualificata nelle aziende.

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