Nel suo intervento al Consiglio Uilm Abruzzo di fine novembre, davanti a una platea di delegati, Rocco Palombella ha spiegato in modo diretto e dettagliato la portata del rinnovo del CCNL metalmeccanico firmato il 22 novembre 2025 a Roma. Due i temi centrali affrontati dal segretario generale della Uilm: la clausola di salvaguardia sugli aumenti salariali e la sperimentazione della settimana lavorativa a 35 ore.
La clausola di salvaguardia: “Bonus sì, malus no. Questa è la vittoria della nostra organizzazione”
Palombella ha ricordato come Fim, Fiom e Uilm abbiano difeso “per tutta la trattativa” la clausola di salvaguardia che regola l’adeguamento dei minimi salariali all’inflazione nel mese di giugno di ogni anno.
Davanti ai delegati ha spiegato ciò che non era mai stato detto pubblicamente con tale chiarezza: gli industriali volevano che l’IPCA potesse agire anche in malus, cioè che, se l’indice a giugno fosse risultato più basso rispetto all’inflazione programmata, i lavoratori avrebbero dovuto prendere meno rispetto agli aumenti previsti dal rinnovo.
Palombella ha respinto questa logica, rivendicando l’esito finale:
“Hanno detto sì alla clausola come la volevamo noi. Quando va su, prendiamo di più. Quando va giù, prendiamo comunque di più. La salvaguardia che agisce solo in bonus e non in malus è la vittoria della nostra organizzazione.”
Il segretario ha anche ricordato che l’accordo ha previsto 45 euro aggiuntivi sopra l’inflazione programmata, ripartiti in 10, 15 e 20 euro:
Riduzione oraria: “La settimana di 35 ore entra in fase sperimentale”
Il secondo passaggio dell’intervento ha riguardato la riduzione dell’orario di lavoro. Palombella ha chiarito che la settimana a 35 ore non è stata contrattualizzata, ma il contratto prevede una fase sperimentale, frutto della spinta sindacale durante la trattativa.
“Abbiamo piantato un seme – ha sottolineato con enfasi e passione – . Prima o poi capiranno che opporsi a un meccanismo così giusto significa restare nella retroguardia.”
Un percorso che, nelle sue parole, dovrà essere alimentato dai delegati nei luoghi di lavoro, accompagnando le aziende nella verifica degli impatti organizzativi e produttivi.


