Il nuovo Decreto Lavoro prende forma e punta ad arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri il 1° maggio, in occasione della Festa dei lavoratori. Il provvedimento, voluto dalla premier Giorgia Meloni, mette insieme una serie di interventi su occupazione, salari, sicurezza e contrattazione.
Le risorse attualmente disponibili sono circa 500 milioni di euro, ma l’obiettivo è salire fino a 800 milioni o addirittura 1 miliardo. Proprio in queste ore sono in corso confronti tra i ministeri chiave per definire coperture e contenuti.
Incentivi alle assunzioni e focus su giovani e donne
Uno dei pilastri del decreto riguarda il lavoro stabile. Si va verso la proroga del bonus per le assunzioni di giovani fino a 35 anni, con esonero contributivo al 100% in caso di incremento occupazionale netto, oppure al 70% negli altri casi.
Il beneficio può arrivare fino a 500 euro al mese, che salgono a 650 euro nelle aree della Zes, cioè nel Mezzogiorno e in alcune regioni del Centro. Parallelamente, si lavora per estendere anche il bonus donne, con condizioni simili e lo stesso tetto massimo.
L’obiettivo è chiaro: spingere contratti a tempo indeterminato e rafforzare l’occupazione stabile.
Stop ai contratti pirata e ritorno ai contratti leader
Un passaggio centrale riguarda la contrattazione collettiva. Il governo ha deciso di far decadere la delega sui contratti “più applicati”, accogliendo le richieste di sindacati e imprese.
Si punta invece a valorizzare i cosiddetti contratti leader, firmati dalle organizzazioni più rappresentative, anche attraverso un richiamo al Jobs Act e all’articolo 51 del Dlgs 81/2015.
L’obiettivo è contrastare il lavoro povero e garantire salari più equi, evitando concorrenza al ribasso tra aziende.
Sicurezza, rider e nuove tutele sul lavoro
Nel decreto troveranno spazio anche interventi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e contro lo sfruttamento. Particolare attenzione è dedicata ai lavoratori delle piattaforme digitali, come i rider.
Con il recepimento della direttiva Ue 2024/2831, potrà scattare la presunzione di lavoro subordinato quando ci sono elementi di controllo da parte delle piattaforme, con più trasparenza sugli algoritmi.
Infine, si studiano misure fiscali per aumentare il netto in busta paga, tra premi di produttività, welfare aziendale e agevolazioni su straordinari e lavoro notturno.


