sabato, Giugno 6, 2026

Si Può Lavorare con la NASpI? Ecco i Limiti di Reddito e le Regole INPS

Molti ex lavoratori che percepiscono la NASpI si fanno la stessa domanda: se trovo un nuovo lavoro, rischio di perdere subito la disoccupazione? La risposta è no, perché in diversi casi è possibile continuare a lavorare mantenendo almeno una parte dell’indennità. Bisogna però rispettare alcuni limiti di reddito e comunicare tutto correttamente all’INPS per evitare sospensioni, blocchi o richieste di restituzione delle somme ricevute.

Vediamo meglio nel dettaglio.

Si può lavorare mentre si prende la NASpI?

La NASpI è l’indennità di disoccupazione che spetta a chi ha perso il lavoro involontariamente. Non viene sempre cancellata quando si trova una nuova occupazione. Le regole cambiano in base al tipo di lavoro, alla durata del contratto e al reddito previsto.

Nel caso di un nuovo lavoro subordinato, ad esempio un contratto a tempo determinato, la NASpI può continuare a essere pagata se il reddito annuo previsto resta entro determinati limiti e se la nuova attività viene comunicata all’INPS nei tempi previsti.

Anche chi svolge lavoro autonomo o attività occasionale può mantenere la disoccupazione, ma deve rispettare regole precise sui redditi e sulle comunicazioni.

Qual è il limite di reddito da non superare

Per il lavoro subordinato il limite di reddito annuo da non superare è pari a 8.145 euro.

Se il nuovo contratto supera questa soglia, la NASpI decade, salvo il caso dei rapporti di durata inferiore a sei mesi, nei quali la prestazione viene normalmente sospesa per il periodo lavorato.

Se invece il reddito previsto resta sotto gli 8.145 euro annui, il lavoratore può continuare a ricevere la NASpI, a patto che:

  1. comunichi all’INPS – entro 30 giorni dall’inizio dell’attività – il reddito annuo previsto;
  2. il datore di lavoro o l’utilizzatore (in caso di somministrazione) siano diversi dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI.

In questo caso la NASpI verrà erogata in forma ridotta perché l’INPS trattiene infatti una parte dell’indennità in proporzione al nuovo reddito dichiarato.

Per il lavoro autonomo o di impresa individuale, se il reddito previsto resta entro i limiti fiscali che consentono ancora alcune detrazioni IRPEF, la NASpI non viene cancellata ma viene ridotta dell’80% del reddito previsto, su base proporzionata al periodo di attività.

Cosa bisogna comunicare all’INPS

Uno degli errori più frequenti è pensare che basti la comunicazione del datore di lavoro. In realtà il percettore NASpI deve comunicare personalmente all’INPS l’inizio della nuova attività lavorativa.

La comunicazione va fatta tramite il servizio NASpI-Com disponibile sul portale INPS. Tale servizio serve per comunicare tutte le situazioni che possono influire sulla disoccupazione, compreso l’inizio di un nuovo lavoro subordinato, autonomo o occasionale. Attraverso il NASpI-Com si possono anche allegare documenti utili e aggiornare il reddito presunto.

Attraverso questa procedura si devono indicare:

  • l’inizio del nuovo lavoro;
  • il tipo di attività svolta;
  • il reddito annuo presunto;
  • eventuali variazioni successive.

La comunicazione deve essere inviata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.

Cosa succede se non si comunica il nuovo lavoro

Se il lavoratore non comunica all’INPS l’inizio dell’attività lavorativa rischia problemi molto seri. L’Istituto può infatti sospendere o revocare la NASpI e chiedere la restituzione delle somme ricevute indebitamente.

Per questo motivo è importante non aspettare e inviare subito il NASpI-Com appena parte il nuovo contratto o l’attività autonoma.

Molti lavoratori pensano che basti il flusso automatico inviato dal datore di lavoro, ma spesso l’INPS richiede comunque la comunicazione diretta del beneficiario della NASpI per aggiornare correttamente la pratica.

Attenzione ai lavori brevi e alle attività occasionali

Anche lavori molto brevi o saltuari possono incidere sulla NASpI. In generale le attività occasionali con redditi entro 5.000 euro annui possono essere compatibili con l’indennità, ma è sempre consigliabile verificare il reddito previsto e comunicare la situazione all’INPS per evitare contestazioni future.

Per chi lavora nel settore metalmeccanico, dove sono frequenti contratti a termine, somministrazioni e richiami temporanei, controllare bene durata del contratto e reddito annuo previsto diventa fondamentale per capire se la NASpI verrà sospesa, ridotta oppure mantenuta.

La pagina INPS delle FAQ sulla NASpI può essere utile per sciogliere qualche dubbio.

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