Per migliaia di lavoratori metalmeccanici potrebbe aprirsi una nuova possibilità di accesso alla pensione anticipata. Una recente sentenza del Tribunale di Siena, in linea con quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione, ha infatti confermato che i contributi figurativi devono essere considerati validi ai fini del raggiungimento del requisito contributivo previsto dalla Legge Fornero.
Una decisione che interessa soprattutto chi, nel corso della carriera, ha attraversato periodi di cassa integrazione, malattia, infortunio oppure disoccupazione involontaria dopo crisi aziendali e ristrutturazioni industriali. A darne notizia è il Patronato INCA CGIL che ha seguito la vertenza con i propri legali.
Stop al requisito dei 35 anni di contributi effettivi
Negli ultimi anni molti lavoratori si sono visti respingere la domanda di pensione anticipata nonostante avessero raggiunto i 42 anni e 10 mesi di contributi richiesti agli uomini oppure i 41 anni e 10 mesi richiesti alle donne.
Il motivo era legato all’interpretazione dell’INPS sui cosiddetti 35 anni di contributi effettivi. L’Istituto, infatti, escludeva dal conteggio diversi periodi coperti da contributi figurativi.
Parliamo di situazioni molto diffuse nel settore metalmeccanico: cassa integrazione, NASpI dopo licenziamenti collettivi, lunghi periodi di malattia professionale o assenze dovute a infortuni sul lavoro.
Una decisione che riguarda migliaia di operai
La sentenza rappresenta una svolta soprattutto per i lavoratori impiegati in aziende che negli ultimi anni hanno vissuto crisi produttive, fermate degli stabilimenti e utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali.
Molti operai, pur avendo lavorato per oltre quarant’anni, rischiavano infatti di restare esclusi dalla pensione anticipata proprio a causa dei periodi di sospensione dal lavoro coperti da contribuzione figurativa.
I giudici hanno invece chiarito che la Legge Fornero non prevede alcun obbligo di possedere 35 anni di contributi “effettivi”. Era INPS che fondava la propria interpretazione su una lettura impropria dell’articolo 22 di una legge del 1969, la 153.
Cosa possono fare ora i lavoratori
Alla luce delle recenti sentenze, chi ha maturato i requisiti contributivi complessivi previsti dalla Legge Fornero può presentare subito domanda di pensione anticipata anche se non raggiunge i 35 anni di contribuzione effettiva richiesti finora dall’INPS (fermo restando il possesso di tutti gli altri requisiti di legge). Un passaggio particolarmente importante per molti metalmeccanici oggi in NASpI dopo procedure di esubero, chiusure di stabilimenti o lunghi periodi di cassa integrazione.
I patronati consigliano però la massima prudenza, soprattutto a chi è ancora occupato. Prima di presentare dimissioni volontarie è fondamentale verificare con attenzione la propria posizione previdenziale ed evitare decisioni irreversibili.
Nel caso in cui la sede INPS dovesse respingere la domanda, resta inoltre possibile presentare ricorso facendo riferimento alle sentenze favorevoli della Cassazione del 2024 e alla decisione del Tribunale di Siena del 2026, che ha anche ribadito come le circolari interne dell’INPS non possano introdurre requisiti non previsti dalla legge.


