Il futuro industriale di Anagni passa anche dai nuovi progetti di Massimo Di Risio. Il fondatore e presidente di DR Automobiles ha infatti confermato che il sito laziale avrà un ruolo centrale nella strategia di espansione del gruppo, soprattutto nel nuovo piano dedicato ai marchi storici italiani Itala e Osca.
Durante la presentazione del progetto “Historic Italian Brands”, a Torino, Di Risio ha ribadito la volontà di rafforzare la produzione sul territorio nazionale, puntando su una filiera italiana e su una maggiore integrazione industriale tra sviluppo, logistica e assemblaggio.
Anagni al centro del piano industriale
Il passaggio più significativo riguarda proprio il destino dello stabilimento di Anagni. DR Automobiles ha infatti acquisito un ramo d’azienda di un sito che in passato produceva gres porcellanato (la nota Saxa Gres) e ora è in corso la riconversione industriale dell’impianto.
Di Risio ha spiegato che ad Anagni verranno trasferite, o meglio duplicate, parte delle attività oggi concentrate nello stabilimento principale del gruppo in Molise. Il riferimento è all’assemblaggio dei modelli Evo, DR, Sportequipe, Tiger e ICH-X.
Si tratta quindi di un progetto che potrebbe rafforzare occupazione e investimenti in un’area già segnata negli anni da crisi industriali e ridimensionamenti produttivi.
Produzione italiana e componentistica nazionale
Nel nuovo piano industriale, il gruppo punta anche a valorizzare maggiormente la produzione italiana. Di Risio ha infatti spiegato che i futuri modelli Itala e Osca avranno una forte presenza di componentistica realizzata da aziende italiane leader nei vari settori.
Dagli pneumatici ai cerchi in lega, fino agli interni e alla componentistica, l’obiettivo dichiarato è aumentare il valore prodotto in Italia pur mantenendo partnership industriali con piattaforme asiatiche.
Il vantaggio logistico di Anagni
Per DR Automobiles, Anagni rappresenta anche un nodo logistico strategico. Di Risio ha sottolineato la posizione favorevole del sito, vicino all’autostrada e con la presenza di uno scalo ferroviario alle spalle.
Elementi che potrebbero trasformare il polo laziale in uno snodo fondamentale per la crescita futura del gruppo automotive italiano.


