I robot umanoidi stanno entrando sempre più spesso nelle fabbriche, nei cantieri e nei magazzini industriali. Non si tratta più di scenari futuristici: le aziende stanno sperimentando macchine capaci di muoversi autonomamente, trasportare materiali, collaborare con gli operai e svolgere attività pesanti o ripetitive. Ma cosa succede se un lavoratore si fa male durante il lavoro accanto a un umanoide? E chi ha la responsabilità in caso di incidente?
Su questi aspetti l’Inail ha iniziato a chiarire come dovrà funzionare la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro dove uomini e robot collaborano fianco a fianco. L’obiettivo è accompagnare l’evoluzione tecnologica senza lasciare scoperti i lavoratori.
Perché i robot umanoidi stanno arrivando nelle aziende
Nelle fabbriche moderne i robot vengono già utilizzati da anni, soprattutto nelle linee automatizzate. Gli umanoidi rappresentano però un passo ulteriore perché sono progettati per muoversi negli stessi spazi degli operai e svolgere compiti simili a quelli umani.
Queste macchine possono trasportare carichi, spostare componenti, lavorare in ambienti pericolosi oppure eseguire operazioni ripetitive che alla lunga possono provocare affaticamento fisico. In molti casi vengono pensati come un supporto ai lavoratori e non come una sostituzione totale della presenza umana.
La differenza rispetto ai robot industriali tradizionali è che gli umanoidi possono prendere decisioni grazie all’intelligenza artificiale e muoversi liberamente nello spazio: a differenza dei macchinari, infatti, non sono piantati a terra. Ed è proprio questa caratteristica a rendere più delicato il tema della sicurezza.
I rischi del lavoro fianco a fianco con gli umanoidi
Secondo quanto evidenziato dall’Inail, uno dei primi problemi riguarda la stabilità delle macchine. Diversamente dai robot fissati a terra, gli umanoidi possono essere bipedi e quindi esiste il rischio di cadute o urti accidentali contro i lavoratori.
Un altro aspetto riguarda l’interazione con le persone. I robot dotati di intelligenza artificiale devono interpretare in tempo reale i movimenti degli operai per evitare collisioni o comportamenti imprevisti. Per questo servono software avanzati e sistemi di sicurezza molto sofisticati.
C’è poi anche un fattore meno visibile ma sempre più discusso: il cosiddetto tecnostress. Lavorare ogni giorno accanto a macchine antropomorfe può aumentare pressione psicologica, ansia e stress cognitivo, soprattutto nelle fasi iniziali di introduzione di queste tecnologie.
Le potenzialità dei robot per ridurre gli infortuni
Accanto ai rischi, però, l’Inail sottolinea anche i possibili vantaggi per la sicurezza sul lavoro. Molti incidenti nelle fabbriche o nei cantieri derivano infatti da cadute, scivolamenti o dalla movimentazione manuale di carichi pesanti.
L’impiego dei robot umanoidi potrebbe permettere di affidare alle macchine le attività più faticose e usuranti per il corpo umano. In questo modo gli operai verrebbero esposti meno frequentemente a mansioni che provocano problemi muscolari, traumi o incidenti legati alla fatica fisica.
L’idea è quindi quella di utilizzare gli umanoidi soprattutto nei compiti più rischiosi o ripetitivi, lasciando ai lavoratori le attività di controllo, supervisione e gestione.
Cosa ha chiarito l’Inail sugli infortuni causati dai robot
Il punto centrale affrontato dall’Inail riguarda la tutela del lavoratore in caso di incidente provocato da un robot umanoide.
L’Istituto ha chiarito che gli infortuni causati da queste macchine rientrano pienamente nella normale copertura assicurativa contro gli incidenti sul lavoro. Questo significa che il lavoratore mantiene il diritto alle prestazioni sanitarie ed economiche previste dalla legge, esattamente come avviene per qualsiasi altro incidente in fabbrica.
Accanto alla tutela assicurativa c’è poi il tema delle responsabilità. In caso di incidente verranno effettuati controlli per verificare se il datore di lavoro abbia rispettato tutti gli obblighi di sicurezza previsti. Per esempio, gli ispettori dovranno accertare:
- se il robot possiede la marcatura CE,
- se i sistemi di protezione sono stati integrati correttamente nel ciclo produttivo,
- se i lavoratori sono stati formati in modo adeguato per operare insieme agli umanoidi.
Le nuove regole europee per le fabbriche del futuro
Sul tema della sicurezza dei robot umanoidi è in corso anche un intenso lavoro normativo a livello italiano ed europeo. In particolare, il nuovo Regolamento macchine europeo 2023/1230, che entrerà in vigore dal 2027, introduce requisiti specifici per i sistemi robotici autonomi.
Tra gli elementi più importanti ci sono la protezione contro manomissioni o interferenze esterne, il mantenimento stabile delle funzioni di sicurezza anche durante l’apprendimento dell’intelligenza artificiale e la tracciabilità degli aggiornamenti software.
Nel frattempo l’Inail sta già collaborando con enti di ricerca e istituti specializzati per studiare soluzioni che permettano l’introduzione dei robot umanoidi nelle fabbriche senza aumentare i rischi per i lavoratori.


