La questione della “retribuzione feriale piena” torna al centro del dibattito sindacale dopo le più recenti pronunce della magistratura che stanno rafforzando il principio secondo cui ferie e festività non possono comportare una perdita economica per il lavoratore. Un orientamento che nasce dall’applicazione della Direttiva europea 2003/88/CE e che oggi trova conferma anche nell’ordinanza n. 5051/2026 della Corte di Cassazione e in diverse sentenze (recenti) di Corte d’Appello favorevoli ai dipendenti pubblici.
Cosa stanno riconoscendo i giudici
Secondo le più recenti decisioni, durante le ferie il lavoratore avrebbe diritto a percepire non solo la paga base, ma anche tutte quelle voci retributive collegate in modo stabile e continuativo alla prestazione lavorativa.
Tra queste rientrerebbero:
- indennità perequative;
- indennità compensative;
- indennità di turno;
- buoni pasto;
- trattamenti economici legati all’organizzazione ordinaria del lavoro.
Le sentenze stanno riconoscendo questi diritti anche durante le festività soppresse, aprendo così la strada a possibili richieste di rimborso per gli anni precedenti.
USB invita a fermare la prescrizione
Ad oggi il sindacato che si è mosso in maniera più concreta è USB Pubblico Impiego, che ha avviato una campagna invitando lavoratori e pensionati del settore pubblico a interrompere la prescrizione inviando una richiesta formale all’amministrazione.
L’obiettivo è recuperare eventuali somme non corrisposte fino a cinque anni indietro. USB ha predisposto un modello specifico denominato “DRP26 – Diritto Retribuzione Piena”, da inviare tramite PEC alla Direzione centrale Risorse umane oppure da protocollare direttamente presso gli uffici del personale.
Un principio che potrebbe estendersi anche ai metalmeccanici
Anche se le iniziative sindacali attuali riguardano soprattutto il pubblico impiego, il principio stabilito dalla normativa europea e dalle sentenze potrebbe avere effetti molto più ampi.
L’orientamento sulla “retribuzione feriale piena”, infatti, riguarda in generale tutti i lavoratori subordinati, compresi i metalmeccanici del settore privato. In futuro non è escluso che anche nei comparti industriali possano partire vertenze per il riconoscimento di buoni pasto e indennità durante ferie e permessi retribuiti.


