Stellantis ha presentato “FastLane 2030”, il primo piano strategico firmato dall’amministratore delegato Antonio Filosa dopo l’uscita di Carlos Tavares. Il gruppo punta a raggiungere 190 miliardi di euro di ricavi entro il 2030 e ha annunciato investimenti complessivi per 60 miliardi di euro. Nel piano trova spazio anche l’Italia, con indicazioni precise su alcuni stabilimenti strategici e sui futuri modelli da produrre.
Pomigliano al centro con la nuova e-car Fiat dal 2028
Uno dei passaggi più importanti riguarda lo stabilimento di Pomigliano d’Arco. Stellantis ha confermato che dal 2028 sarà prodotta una nuova e-car a marchio Fiat, destinata ad avere anche una versione Citroën.
Il progetto rientra nei cinque nuovi modelli previsti per Fiat entro il 2030 e rappresenta uno dei principali investimenti annunciati per il sistema industriale italiano. La produzione della vettura elettrica dovrebbe garantire continuità produttiva allo stabilimento campano in una fase di forte transizione verso l’elettrico.
Accanto a Pomigliano, nel piano compare anche Atessa, dove viene confermata la produzione del nuovo Ducato, modello centrale per il comparto dei veicoli commerciali Pro One.
Melfi avrà un nuovo C-Suv Alfa Romeo
Per lo stabilimento di Melfi il piano prevede la produzione di un nuovo C-Suv Alfa Romeo entro il 2030. Il modello farà parte del rilancio del marchio del Biscione, che avrà due novità nei prossimi anni insieme a una nuova edizione speciale.
Melfi resta quindi uno degli impianti chiave della strategia europea di Stellantis. Tuttavia i sindacati continuano a chiedere maggiori dettagli sui volumi produttivi e sulle tempistiche precise dei nuovi modelli.
Quale futuro per Termoli e Cassino?
Nel piano “FastLane 2030” Stellantis non ha annunciato nuovi modelli o investimenti per gli stabilimenti Cassino e Termoli.
Per Cassino resta l’incertezza sulla missione produttiva, anche se il futuro potrebbe essere legato a Maserati con dettagli attesi entro dicembre 2026. Per Termoli confermata la produzione dei motori FireFly Euro 7, ma nessuna novità concreta sulla Gigafactory ACC e sui livelli occupazionali futuri.
Riduzione capacità produttiva in Europa e timori occupazionali
Il piano prevede una riduzione della capacità produttiva europea di oltre 800mila unità entro il 2030. Stellantis punta però ad aumentare l’utilizzo degli impianti dal 60% all’80%, anche attraverso riconversioni industriali e partnership con Leapmotor e DongFeng.
Secondo il gruppo, questa strategia dovrebbe consentire di preservare i livelli occupazionali nel manifatturiero. I sindacati italiani, però, chiedono una missione chiara per tutti gli stabilimenti nazionali ancora senza assegnazioni definitive.


