martedì, Ottobre 13, 2026

Ex Ilva, Partono i Licenziamenti: Sindacati Chiedono Garanzie Prima del Tavolo dell’8 Settembre

Cresce la preoccupazione per l’indotto dell’ex Ilva di Taranto, mentre si avvicinano due appuntamenti decisivi per il futuro dello stabilimento e delle aziende che lavorano negli appalti.

Le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno chiesto un incontro urgente a Confindustria, Aigi e Confapi per affrontare le criticità che stanno interessando il sistema degli appalti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.

La richiesta arriva dopo il decreto della Corte d’Appello di Milano, che prevede la sospensione delle attività dell’area a caldo entro il 28 ottobre.

L’allarme riguarda soprattutto l’indotto

Il problema non riguarda soltanto gli impianti e i lavoratori diretti dell’ex Ilva.

Ai sindacati sono infatti arrivate le comunicazioni relative all’avvio delle procedure di licenziamento collettivo, che potrebbero coinvolgere oltre 2.500 lavoratori. A essere interessati sono i dipendenti di 28 aziende aderenti all’Aigi, l’associazione che rappresenta una parte delle imprese dell’indotto siderurgico. Una decisione pesantissima per il territorio e per l’occupazione, che il presidente dell’Aigi, Nicola Convertino, ha descritto come una scelta estrema e dolorosa, ma ormai inevitabile di fronte alla situazione dell’ex Ilva.

Secondo i sindacati, le conseguenze di una riduzione o sospensione delle attività potrebbero ricadere anche su altre imprese esterne che operano dentro e attorno allo stabilimento.

Il timore riguarda soprattutto occupazione, continuità delle commesse e tenuta delle aziende dell’appalto.

Per questo Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono che il tema dell’indotto venga affrontato subito, senza attendere che gli effetti della crisi produttiva diventino più pesanti.

L’8 settembre il confronto a Palazzo Chigi

Il primo appuntamento è fissato per l’8 settembre, quando è previsto un confronto a Palazzo Chigi sulle prospettive industriali, occupazionali e ambientali dell’ex Ilva.

Per i sindacati, il futuro delle imprese dell’indotto deve entrare pienamente nel confronto con il Governo.

Le aziende degli appalti rappresentano infatti una parte importante del sistema produttivo legato allo stabilimento e ogni riduzione delle attività può avere effetti diretti sui lavoratori.

Il 9 settembre nuova tappa davanti ai giudici

Il giorno successivo, 9 settembre, è prevista l’udienza sull’istanza di sospensiva del provvedimento relativo all’area a caldo.

Anche questo passaggio sarà seguito con attenzione perché può incidere sui tempi e sulle prospettive dell’attività produttiva.

Nel frattempo resta indicato il 28 ottobre come termine per la sospensione delle attività dell’area a caldo prevista dal decreto della Corte d’Appello.

I sindacati chiedono garanzie per lavoratori e imprese

La richiesta di incontro a Confindustria, Aigi e Confapi è stata formalizzata il 4 settembre.

L’obiettivo è aprire rapidamente un confronto sulle conseguenze che la situazione dell’ex Ilva può produrre sulle imprese dell’appalto e sui relativi lavoratori.

Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono quindi che il tema dell’indotto venga affrontato insieme alle altre questioni aperte, dalle prospettive industriali alla tutela dell’occupazione.

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