Arrivano nuove regole sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in Italia, con sanzioni che possono raggiungere i 35 milioni di euro per chi impiega sistemi vietati. Le novità riguardano imprese, professionisti, pubbliche amministrazioni e anche i rapporti di lavoro, dove l’utilizzo degli algoritmi dovrà rispettare precisi limiti.
Le disposizioni sono contenute nel decreto legislativo n. 179 del 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre, che armonizza la normativa italiana con il Regolamento europeo 2024/1689, conosciuto come AI Act.
Intelligenza artificiale, multe fino a 35 milioni di euro
Il nuovo quadro normativo introduce un sistema di controlli e sanzioni per chi viola gli obblighi previsti dall’AI Act.
Per l’utilizzo di pratiche di intelligenza artificiale vietate sono previste multe fino a 35 milioni di euro oppure fino al 7% del fatturato mondiale annuo, secondo i criteri stabiliti dalla normativa europea.
Per altre violazioni, come il mancato rispetto degli obblighi relativi ai sistemi ad alto rischio, le sanzioni possono raggiungere 15 milioni di euro o il 3% del fatturato.
Sono previste misure proporzionate per piccole imprese e startup.
Per le infrazioni meno gravi, le autorità potranno anche richiedere interventi correttivi, evitando immediatamente l’applicazione di sanzioni economiche.
Lavoratori tutelati dalle decisioni automatiche
Una delle novità più importanti riguarda i rapporti di lavoro.
Il datore di lavoro deve informare i dipendenti sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella gestione del personale.
Le decisioni che riguardano assunzioni, gestione del rapporto e licenziamenti non possono essere adottate esclusivamente attraverso trattamenti automatizzati, senza un effettivo intervento umano.
L’obiettivo è evitare che un algoritmo possa determinare autonomamente scelte capaci di incidere sulla vita professionale dei lavoratori.
Sicurezza sul lavoro, attenzione agli algoritmi
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale dovrà essere considerato anche nella valutazione dei rischi aziendali.
Particolare attenzione viene riservata ai sistemi che influenzano l’organizzazione del lavoro, i ritmi produttivi, l’esecuzione delle prestazioni e i processi decisionali legati alla sicurezza.
Le imprese dovranno quindi valutare anche i possibili rischi derivanti dall’impiego di queste tecnologie.
Controlli affidati ad AgID e ACN
Il decreto individua due autorità nazionali principali: AgID, responsabile delle funzioni di notifica, e ACN, incaricata della vigilanza del mercato.
Sono inoltre coinvolte altre autorità, tra cui Banca d’Italia, CONSOB, IVASS e Garante della Privacy, secondo le rispettive competenze.
Le nuove disposizioni prevedono anche percorsi formativi sull’intelligenza artificiale per lavoratori, professionisti, studenti e dipendenti pubblici, con l’obiettivo di favorire un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.

