Ai lavoratori metalmeccanici a cui si applica il CCNL Unionmeccanica Confapi spettano 200 euro di flexible benefit anche nel 2026. La conferma deriva dalla dichiarazione comune sottoscritta il 17 gennaio 2025, che ha garantito la continuità delle misure di welfare nonostante il contratto collettivo sia scaduto il 31 dicembre 2024 e non ancora rinnovato.
Si tratta di un punto centrale per i lavoratori della piccola e media industria privata, perché evita interruzioni nei trattamenti economici accessori in una fase di stallo contrattuale.
L’accordo del 2025 mantiene in vigore l’articolo 52
Con la dichiarazione comune, le parti hanno stabilito che resta applicabile l’articolo 52 del CCNL, già operativo negli anni precedenti. In questo modo, il welfare aziendale previsto dal contratto continua a produrre effetti non solo nel 2025, ma anche nel 2026, fino alla firma di un nuovo accordo collettivo.
La scelta è stata motivata dall’esigenza di garantire certezze a lavoratori e imprese, evitando vuoti normativi durante il periodo di mancato rinnovo.
Da 150 a 200 euro: come si è arrivati all’importo attuale
Il valore dei flexible benefit non è sempre stato pari a 200 euro. Nel 2021 l’importo iniziale era fissato a 150 euro. Negli anni successivi, dal 2022 al 2024, la soglia è stata innalzata a 200 euro. Possibile il suo innalzamento a 250 euro, come previsto anche dal CCNL Industria Metalmeccanica.
Con l’accordo del gennaio 2025, questo importo viene di fatto consolidato e confermato anche per gli anni successivi, interessando circa 400 mila lavoratori dei settori metalmeccanico, orafo e dell’installazione di impianti.
Erogazione entro febbraio e lavoratori interessati
I flexible benefit devono essere erogati con passaggio in busta paga entro il mese di febbraio dell’anno di riferimento. L’importo non è riproporzionato per i lavoratori part-time ed è riconosciuto esclusivamente a chi non beneficia di altre forme di welfare aziendale definite a livello di impresa.


