Nel comparto automotive torna sotto i riflettori il tema della sanità integrativa pagata direttamente dai dipendenti. Nelle aziende che applicano il CCSL, come Stellantis, Iveco Group e CNH Industrial, i lavoratori sostengono già oggi una trattenuta fissa per il fondo sanitario FASIF.
L’importo è pari a 12 euro al mese, cioè 144 euro l’anno, una cifra che viene sottratta direttamente dallo stipendio. Un elemento che distingue questo sistema rispetto agli altri contratti metalmeccanici, dove il costo della copertura sanitaria integrativa è completamente a carico delle imprese.
Dal 2027 previsto un rincaro della quota
Le aziende hanno comunicato che dal 1° gennaio 2027 la contribuzione a carico dei lavoratori sarà aumentata. La scelta è legata all’incremento dei costi sanitari e alla necessità di riorganizzare il servizio attraverso una nuova gara per mantenere le prestazioni.
Al momento non è stata resa pubblica la nuova cifra, ma è certo che si partirà dagli attuali 12 euro mensili, destinati quindi a crescere nei prossimi mesi.
Fiom all’attacco: “Condizioni peggiori rispetto agli altri metalmeccanici”
Sulla questione è intervenuta la Fiom-Cgil, che ha criticato il modello contrattuale del CCSL. Secondo il sindacato, i lavoratori risultano penalizzati sia dal punto di vista economico sia su quello delle garanzie.
Non solo devono contribuire direttamente al fondo sanitario, ma non beneficiano nemmeno dei meccanismi di tutela contro l’inflazione previsti dal contratto nazionale dei metalmeccanici dell’industria, che negli ultimi anni hanno consentito ad altri lavoratori di recuperare parte del potere d’acquisto.
I fondi sanitari nel settore metalmeccanico
Nel sistema metalmeccanico italiano esistono diversi fondi sanitari integrativi che garantiscono rimborsi per visite, esami e prestazioni sanitarie. Tra questi, MetaSalute per i dipendenti dell’industria, EBM Salute per le piccole e medie imprese e Sanarti per i lavoratori dell’artigianato metalmeccanico, orafo e dell’installazione di impianti.
La differenza principale resta però nel finanziamento: in questi casi, il costo è generalmente sostenuto dalle aziende. Nel CCSL, invece, una parte resta sulle spalle dei lavoratori.


