Firmata l’ipotesi di accordo tra Unionmeccanica Confapi e Fim, Fiom e Uilm. Oltre ad aumenti salariali, welfare e nuove tutele, il rinnovo sancisce il riconoscimento del CCNL come principale riferimento contrattuale per le PMI metalmeccaniche italiane.
Il rinnovo del CCNL Unionmeccanica Confapi porta aumenti salariali, welfare rafforzato e nuove tutele per i lavoratori. Ma, secondo il Presidente di Unionmeccanica Torino: Antonio Casano, la novità più significativa dell’accordo sottoscritto il 4 giugno 2026 con Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil è un’altra: il riconoscimento del contratto come principale riferimento per le piccole e medie imprese metalmeccaniche italiane.
Un passaggio che va oltre gli aspetti economici e attribuisce al CCNL una valenza strategica nel sistema delle relazioni industriali, consolidando il ruolo delle PMI in una fase di profonde trasformazioni per la manifattura italiana.
Casano: “Il CCNL delle PMI è l’asse portante del settore”
Per il Presidente Casano, il valore dell’intesa risiede soprattutto nella legittimazione politica e sindacale ottenuta dal contratto.
“Il riconoscimento, da parte di Fim, Fiom e Uilm, del CCNL Unionmeccanica Confapi come principale riferimento contrattuale per le piccole e medie imprese metalmeccaniche è un passaggio politico di grande rilevanza”, afferma.
Secondo Casano, questa presa di posizione conferma il ruolo del contratto come asse portante delle relazioni industriali delle PMI, garantendo rappresentanza certa, tutele concrete e un quadro regolatorio stabile per imprese e lavoratori.
Una valutazione che riflette quanto contenuto nella stessa ipotesi di rinnovo, dove viene ribadita la centralità del CCNL Unionmeccanica Confapi per il sistema delle piccole e medie imprese industriali.
Perché questo accordo conta
L’attestazione arrivata dalle organizzazioni sindacali rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’intesa.
In una fase in cui il tema della rappresentanza e dei perimetri contrattuali è sempre più centrale nel dibattito industriale, il rinnovo rafforza il ruolo del contratto delle PMI metalmeccaniche e ne conferma la funzione di riferimento per migliaia di imprese e lavoratori.
Si tratta di un elemento destinato ad avere effetti non soltanto sul piano delle relazioni sindacali, ma anche sulla capacità delle aziende di operare all’interno di un quadro normativo e contrattuale riconosciuto e condiviso.
Aumenti, welfare e nuove tutele
Sul piano dei contenuti, il rinnovo introduce misure che accompagneranno il settore fino al 31 dicembre 2028.
Tra le principali novità figurano:
- aumento complessivo di 200 euro lordi per il quinto livello;
- incremento della contribuzione alla sanità integrativa EBM Salute;
- welfare aziendale elevato a 250 euro annui dal 2028;
- nuove tutele per lavoratori con disabilità;
- maggiori garanzie per chi è affetto da malattie oncologiche, croniche e invalidanti;
- rafforzamento della formazione continua;
- nuove misure dedicate a sicurezza, salute e benessere nei luoghi di lavoro.
L’accordo interviene inoltre sulla conciliazione tra vita privata e lavoro e rafforza il contrasto a discriminazioni, molestie e violenze nei contesti lavorativi.
Verso la firma definitiva
L’ipotesi di accordo passa ora al vaglio delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso la consultazione certificata prevista dalle organizzazioni sindacali. Solo dopo il voto si procederà alla sottoscrizione definitiva del rinnovo.
L’intesa accompagnerà il settore fino al 31 dicembre 2028 e introduce una serie di interventi che spaziano dagli aumenti salariali al welfare, dalla sanità integrativa alla formazione continua, fino alle nuove tutele dedicate alle persone più fragili.
Un rinnovo che, nelle intenzioni delle parti firmatarie, punta a coniugare competitività delle imprese e qualità del lavoro, accompagnando le PMI metalmeccaniche nelle sfide dei prossimi anni.


