Arrivano nuovi chiarimenti che interessano direttamente i lavoratori metalmeccanici. Con la circolare n. 3 del 24 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato nel dettaglio come si applicano le agevolazioni fiscali introdotte dalla legge di Bilancio 2026 per gli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi e per alcune indennità tipiche del settore, come reperibilità, lavoro notturno, lavoro festivo e turni.
Per chi lavora nelle aziende metalmeccaniche e applica un CCNL rinnovato nel triennio 2024-2026, le novità possono tradursi in una tassazione più favorevole su una parte della retribuzione percepita nel corso del 2026. Il bonus fiscale riguarda tutti: artigiani e industriali, tutti hanno rinnovato i CCNL in questo triennio e prevedono aumenti nel corso del 2026.
Aumenti del contratto metalmeccanici tassati al 5%
La prima agevolazione riguarda gli aumenti retributivi previsti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali.
Per i metalmeccanici significa che gli incrementi introdotti dai rinnovi dei CCNL Federmeccanica-Assistal e Unionmeccanica-Confapi – erogati a giugno 2026 – possono beneficiare di un’imposta sostitutiva dell’Irpef pari al 5%, invece dell’ordinaria tassazione. L’Agenzia delle Entrate chiarisce inoltre che il beneficio non riguarda esclusivamente i nuovi minimi tabellari, ma si estende anche agli aumenti delle indennità corrisposte mensilmente che fanno parte della normale retribuzione, come alcune indennità di mansione.
L’aliquota del 5% si applica anche agli aumenti riconosciuti con decorrenza retroattiva, purché derivino dal rinnovo del contratto nazionale, mentre restano escluse le somme corrisposte a titolo di una tantum.
Tra i chiarimenti contenuti nella circolare figura anche quello relativo agli aumenti che assorbono eventuali superminimi individuali: anche in questo caso continua ad applicarsi la tassazione agevolata del 5%.
Reperibilità, lavoro notturno e straordinari con imposta al 15%
Una seconda misura riguarda invece le indennità e le maggiorazioni che caratterizzano l’attività di molti metalmeccanici.
Per tutto il 2026 è infatti prevista un’imposta sostitutiva del 15% (anziché l’aliquota piena), entro il limite di 1.500 euro, sulle somme corrisposte per lavoro notturno, lavoro festivo, attività svolta nel giorno di riposo settimanale e sulle indennità previste per il lavoro a turni.
Per il settore metalmeccanico il chiarimento più importante riguarda la reperibilità. L’Agenzia conferma infatti che anche l’indennità di reperibilità può beneficiare della tassazione agevolata, purché sia prevista dal contratto collettivo.
L’agevolazione spetta persino quando il lavoratore non viene chiamato a intervenire durante il periodo di reperibilità, perché l’indennità remunera la disponibilità garantita al datore di lavoro. Rientrano inoltre nel regime del 15% anche l’intera retribuzione corrisposta per straordinario notturno e straordinario festivo, prestazioni molto frequenti nelle aziende metalmeccaniche, negli impianti produttivi organizzati su più turni e nelle attività di manutenzione.
Le agevolazioni spettano solo se viene applicato il CCNL
L’Agenzia delle Entrate ricorda infine che entrambe le misure agevolative sono riservate ai lavoratori ai quali viene applicato un Contratto collettivo nazionale.
Per i metalmeccanici, quindi, la tassazione ridotta potrà riguardare sia gli aumenti economici ottenuti con il rinnovo del contratto sia numerose voci della retribuzione accessoria, come reperibilità, maggiorazioni per il lavoro notturno, festivo, a turni e per gli straordinari, consentendo una riduzione del prelievo fiscale sulle somme percepite nel corso del 2026.


