È stata una settimana cruciale per il futuro dell’industria italiana. Dopo il confronto dedicato a Stellantis, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è svolto anche il tavolo su Electrolux, chiamato a discutere il piano industriale presentato dall’azienda e le sue ricadute sugli stabilimenti italiani e sull’occupazione.
All’esterno del Mimit, intanto, decine di lavoratrici e lavoratori hanno partecipato a un presidio organizzato dai sindacati, in attesa di conoscere l’esito dell’incontro e le risposte del Governo.
I sindacati: “Per adesso il piano è sospeso”
Al termine del confronto, i rappresentanti sindacali hanno raggiunto i lavoratori in presidio per comunicare i primi sviluppi emersi dal tavolo ministeriale. Le organizzazioni sindacali hanno parlato di un primo risultato importante, spiegando che l’azienda ha sospeso l’attuazione del piano annunciato.
“Per adesso è sospeso il piano dell’azienda, quindi l’azienda non parte unilateralmente con nessuna azione nei confronti dei lavoratori”, ha dichiarato Davide Sperti neo segretario generale Uilm, i intervenendo all’esterno del Ministero davanti ai dipendenti che attendevano notizie.
Una comunicazione accolta con sollievo dai presenti, pur nella consapevolezza che la vertenza resta aperta e che il confronto dovrà proseguire nelle prossime settimane.
Assemblee e nuovi incontri al Mimit
I sindacati hanno spiegato che nei prossimi giorni saranno convocate assemblee in tutti gli stabilimenti per informare direttamente i lavoratori sull’esito del tavolo e raccogliere le loro valutazioni.
Parallelamente, è già in corso un confronto tra le segreterie nazionali di categoria e il Ministero per definire un calendario di nuovi incontri istituzionali. L’obiettivo è individuare soluzioni diverse rispetto al progetto presentato dall’azienda.
Secondo quanto dichiarato all’esterno del Mimit, le organizzazioni sindacali intendono lavorare per costruire un’alternativa a quello che definiscono un “piano vergognoso di dismissione e chiusura progressiva degli stabilimenti Electrolux”.
Il piano è sospeso, non ritirato
Da quanto emerge da fonti presenti al tavolo, Electrolux non ha ritirato il piano, ma lo ha sospeso per 50 giorni dopo la forte pressione del Governo, che lo ha definito “irricevibile e inaccettabile”, e l’impegno ad aprire un confronto serrato per individuare soluzioni alternative condivise, con l’impegno a non intraprendere azioni unilaterali durante la trattativa.


