Cambiare azienda significa spesso cambiare anche contratto collettivo. Per i lavoratori metalmeccanici questo può avere effetti non solo sulla retribuzione e sugli istituti contrattuali, ma anche sull’assistenza sanitaria integrativa.
Un dipendente che passa, ad esempio, da un’azienda metalmeccanica artigiana a una realtà industriale potrebbe ritrovarsi iscritto a un fondo sanitario diverso rispetto a quello di cui beneficiava in precedenza. Lo stesso può accadere nel passaggio verso una PMI che applica un diverso CCNL.
Il fondo dipende dal contratto collettivo applicato
L’iscrizione al fondo sanitario non dipende da una scelta del singolo lavoratore, ma dal CCNL applicato dall’azienda.
Nel settore metalmeccanico i principali fondi sono:
- San.Arti, destinato ai dipendenti delle imprese artigiane;
- Metasalute, previsto per i lavoratori delle aziende metalmeccaniche industriali;
- EBM Salute, rivolto ai dipendenti delle PMI metalmeccaniche che applicano il contratto Unionmeccanica-Confapi.
Di conseguenza, quando cambia il datore di lavoro e viene applicato un contratto collettivo differente, normalmente cambia anche il fondo sanitario al quale il datore versa la contribuzione prevista.
Il cambio del fondo non è sempre obbligatorio
Esistono però situazioni nelle quali il lavoratore può continuare a mantenere il precedente fondo sanitario.
Può accadere, ad esempio, quando un’azienda modifica il contratto collettivo applicato oppure decide, in accordo con le previsioni contrattuali, di garantire comunque le prestazioni sanitarie attraverso un fondo diverso da quello indicato dal nuovo CCNL.
Questa scelta è ritenuta legittima, purché venga comunque assicurato il diritto del lavoratore all’assistenza sanitaria integrativa previsto dalla contrattazione collettiva.
Conta la tutela del lavoratore
L’obiettivo dei contratti collettivi è garantire che il dipendente possa beneficiare delle prestazioni di welfare sanitario previste. Dando “priorità” al fondo di settore.
Per questo motivo, il diritto può essere soddisfatto anche attraverso il versamento della contribuzione a un fondo diverso da quello originariamente indicato dal contratto, purché il livello di tutela rimanga conforme alle previsioni contrattuali. Quest’ultimo è un aspetto fondamentale.
Per i lavoratori che cambiano azienda è quindi consigliabile verificare quale CCNL venga applicato, quale fondo sanitario sia previsto e se esistano eventuali accordi aziendali che consentano di mantenere l’iscrizione al fondo precedente. In questo modo sarà possibile conoscere in anticipo le prestazioni disponibili e comprendere se, con il nuovo rapporto di lavoro, cambieranno anche le coperture sanitarie integrative.


