Una posizione previdenziale aperta fin dalla nascita e collegata, in prospettiva, anche ai fondi pensione negoziali dei genitori. Per i figli dei metalmeccanici il dibattito sul fondo pensione per i neonati potrebbe dunque chiamare in causa realtà già consolidate come Cometa, Fondapi e, a seconda del contratto applicato, gli altri fondi negoziali di riferimento.
Al momento, però, siamo ancora nel campo delle proposte. Saranno il Governo e la prossima legge di Bilancio a stabilire se mettere effettivamente risorse sul progetto e quale modello adottare. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha confermato che la fattibilità della misura è allo studio e che per avviarla potrebbero essere sufficienti piccoli importi.
Dai 1.000 euro al fondo per i figli
Il progetto è stato rilanciato dal presidente INPS Gabriele Fava, dopo una precedente proposta del presidente Covip Mario Pepe. Quest’ultimo aveva ipotizzato un salvadanaio previdenziale nel quale versare fino a 100 euro al mese.
Per finanziare la partenza, Pepe aveva anche suggerito di utilizzare le risorse del Bonus nuovi nati da 1.000 euro, riconosciuto alle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro. L’ipotesi non fu accolta. Il Bonus nuovi nati resta infatti oggi una prestazione una tantum e non un versamento obbligatorio nella previdenza complementare.
L’esempio tedesco indica invece un contributo pubblico di 10 euro mensili. Nel precedente britannico del Child Trust Fund lo Stato arrivava a mettere inizialmente 250-500 sterline, ma spesso quello pubblico rimaneva l’unico versamento.
Per i metalmeccanici entrano in gioco Cometa e Fondapi
È proprio sulla gestione che il confronto sta diventando particolarmente interessante per il mondo metalmeccanico. La segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola ha chiesto esplicitamente di valorizzare i fondi pensione negoziali nati dalla contrattazione collettiva, anziché affidare tutto esclusivamente alla gestione pubblica o al mercato.
Sono fondi amministrati con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali e sottoposti alla vigilanza Covip.
Applicata ai metalmeccanici, questa impostazione potrebbe significare valorizzare Cometa per l’Industria e Fondapi per le PMI, oltre agli altri fondi negoziali individuati dai diversi CCNL. Cometa, ad esempio, è già il fondo di riferimento per i dipendenti cui si applicano i CCNL metalmeccanico-industria e installazione impianti e per altri specifici contratti del settore.
Non è però ancora deciso che i figli dei lavoratori saranno automaticamente iscritti al fondo dei genitori: questa è una delle direzioni possibili del dibattito, non una norma già scritta.
Fon.Te. spinge sul cashback
A rafforzare questa linea è arrivato anche l’intervento di Maurizio Grifoni, presidente di Fon.Te., fondo negoziale del terziario, intervistato dal quotidiano Milano Finanza del 26 agosto. Secondo Grifoni, il problema non è creare l’ennesimo contenitore, perché la previdenza complementare consente già l’iscrizione dei familiari fiscalmente a carico. Bisogna piuttosto trovare le risorse per alimentare la posizione per molti anni.
Fon.Te. sta infatti lavorando con Fon.Te. Kids a un sistema di cashback che permetta di trasformare una piccola parte dei consumi familiari in contribuzione previdenziale per bambini e ragazzi.
Per i metalmeccanici il tema potrebbe quindi diventare molto concreto. Cometa, Fondapi e l’intero sistema della previdenza negoziale potrebbero avere un ruolo nel futuro fondo dei figli, se il modello scelto dal Governo coinvolgerà le parti sociali.
Ma il passaggio decisivo resta politico: bisognerà capire quante risorse lo Stato sarà disposto a mettere, se le metterà, e chi gestirà concretamente il capitale. Nel frattempo il confronto dentro il sistema dei fondi negoziali, dove sindacati e imprese siedono negli organismi di governance, è ormai apertissimo.

