Un investimento da circa 15 milioni di euro, un nuovo trattore da produrre e modifiche alle linee di montaggio. Per lo stabilimento CNH Industrial di Jesi arrivano prospettive positive, ma per i lavoratori resta una preoccupazione: nel 2027 è prevista la proroga del contratto di solidarietà.
Le informazioni sono state riferite da Fim, Fiom, Uilm e AQCF-R dopo l’incontro con l’azienda. Il piano nasce dalla riorganizzazione del settore dei trattori, ancora condizionato da costi elevati e domanda debole.
A Jesi circa 350 trattori aggiuntivi nel 2027
Dallo stabilimento austriaco di St. Valentin dovrebbe arrivare a Jesi la produzione del modello APH a marchio Steyr. Secondo le previsioni illustrate ai sindacati, il trasferimento potrebbe portare circa 350 macchine aggiuntive nel 2027, con una possibile crescita negli anni successivi.
L’intervento richiederà circa 15 milioni di euro di investimenti e una modifica delle linee di montaggio. Il nuovo modello appartiene a una fascia medio-alta e richiede standard produttivi e qualitativi particolarmente elevati.
Per i dipendenti è una prospettiva importante, ma i 350 trattori non significano automaticamente un aumento equivalente della produzione complessiva. La debolezza del mercato e il calo della domanda per altri modelli potrebbero mantenere i volumi totali dello stabilimento sostanzialmente stabili.
Perché resta il contratto di solidarietà
La fabbrica di Jesi risente soprattutto della minore richiesta di trattori di potenza medio-bassa. Il mercato si sta spostando verso macchine più potenti, mentre la fine di alcuni incentivi italiani agli acquisti ha contribuito a ridurre la domanda.
Per questo, secondo il comunicato congiunto di Fim, Fiom, Uilm e AQCF-R, anche nel 2027 è prevista la proroga della solidarietà. Durata, riduzione dell’orario e lavoratori coinvolti dovranno risultare dall’accordo che disciplinerà il nuovo periodo.
Cosa cambia per ore lavorate e stipendio
Il contratto di solidarietà riduce temporaneamente l’orario per distribuire il minore carico di lavoro ed evitare esuberi. Il dipendente lavora meno ore e riceve un’integrazione salariale per quelle non lavorate.
In linea generale, la CIGS copre l’80% della retribuzione persa, entro i massimali previsti. Questo significa che il lavoratore può ricevere uno stipendio più basso rispetto a quello ordinario. L’effetto concreto dipende dalle ore di riduzione applicate e dalle condizioni dell’accordo.
Intelligenza artificiale e ditte esterne
Jesi sarà anche lo stabilimento pilota per una nuova metodologia che utilizzerà l’intelligenza artificiale con l’obiettivo di migliorare produzione e qualità. I sindacati chiedono il pieno coinvolgimento dei delegati nell’introduzione dei nuovi sistemi.
Le organizzazioni sollecitano inoltre una verifica sull’impiego delle ditte esterne, per evitare un ricorso eccessivo agli appalti.
Per i lavoratori, il risultato del piano non si misurerà soltanto nei milioni investiti o nei nuovi trattori. Il vero banco di prova sarà la capacità di ridurre le ore di solidarietà, aumentare il lavoro effettivo e rafforzare l’occupazione nello stabilimento di Jesi.


