Sta crescendo l’attenzione sull’idea di collegare la nascita di un bambino all’avvio di una previdenza complementare: una misura che guarda lontano, pensata non solo come incentivo alla natalità, ma anche come modo per introdurre i neogenitori alla cultura del risparmio previdenziale.
In Trentino Alto Adige la normativa è già realtà da settembre 2025, mentre a livello nazionale Fratelli d’Italia rilancia l’ipotesi nella Legge di Bilancio 2026. I dettagli concreti, però, restano da definire.
La misura attiva in Trentino Alto Adige: come funziona il fondo previdenziale per i neonati
Lo scorso settembre, la Regione autonoma Trentino Alto Adige ha approvato una legge che prevede un contributo pubblico per ogni neonato — o per i bambini dati in affidamento o adottati — per incentivarne l’iscrizione a un fondo pensione complementare intestato al minore.
In concreto, la Regione versa 300 euro alla nascita (oppure all’atto di adozione o affidamento), e per i quattro anni successivi altri 200 euro all’anno, a patto che la famiglia effettui un contributo minimo di 100 euro annui sullo stesso fondo.
La norma vale per i nati a partire dal 1° gennaio 2025, con una disposizione transitoria che estende il beneficio anche ai bambini che, al 1° gennaio 2025, non avevano ancora compiuto cinque anni (o per i quali non siano ancora trascorsi cinque anni dall’affidamento o dall’adozione).
L’adesione non dipende dal reddito: la legge è universale. Sono richiesti invece alcuni requisiti di residenza, come la stabilità della residenza dei genitori nella Regione da almeno 3 anni.
La proposta di Fratelli d’Italia nella Manovra 2026
Sul piano politico nazionale Fratelli d’Italia ha rilanciato l’idea di adottare una misura simile a quella del Trentino Alto Adige.
L’idea è che, alla nascita, adozione o affidamento di un bambino, lo Stato versi un incentivo iniziale (simile ai 300 euro regionali) su un fondo pensione intestato al neonato, seguito da contributi annuali per alcuni anni, condizionati al versamento da parte della famiglia.
Non ci sono ancora fonti ufficiali che confermino che la misura sarà inclusa nella Legge di Bilancio 2026 nella sua interezza, né dettagli definitivi su quali famiglie potranno accedere al bonus, su soglie ISEE o simili condizioni.
Tuttavia il partito spinge affinché la proposta diventi strutturale, per dare stabilità nel tempo a un meccanismo che attualmente, nel modello regionale, è vincolato al contributo della famiglia per ottenere il massimo beneficio.
Serve la manovra per capire se la proposta decollerà davvero
Mentre il Trentino Alto Adige ha già dato forma concreta a un fondo previdenziale per i nati, la proposta nazionale resta quindi in fase embrionale. Tutto dipende da come sarà scritto il testo della Manovra 2026: se Fratelli d’Italia avrà la forza politica per inserire la misura, con le stesse condizioni o con varianti, come soglie economiche, requisiti di contribuzione o limiti territoriale.
Nei prossimi mesi sarà fondamentale seguire l’approvazione e i dettagli ufficiali della legge finanziaria per sapere se e come questo incentivo vedrà la luce a livello nazionale.

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