Il riconoscimento dei lavoratori precoci è una delle vie più importanti per andare in pensione prima, senza penalizzazioni. È una misura pensata per chi ha iniziato a lavorare molto giovane e oggi può vantare una lunga carriera, spesso in settori faticosi come edilizia, metalmeccanica, agricoltura, scuola o sanità.
Chi sono i lavoratori precoci secondo l’INPS
In base alla legge INPS considera “lavoratori precoci” coloro che possono far valere almeno 12 mesi di contribuzione effettiva prima del compimento del 19° anno di età.
La contribuzione deve essere effettiva, cioè derivante da lavoro realmente svolto, e non figurativa (come disoccupazione o malattia).
Questa possibilità, prevista dall’articolo 1, commi 199-205, della Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), consente di accedere alla pensione con 41 anni di contributi totali, indipendentemente dall’età anagrafica, se si appartiene a una delle categorie tutelate.
Le categorie tutelate
Possono accedere al beneficio i lavoratori che, oltre ad aver iniziato a lavorare prima dei 19 anni, rientrano in una delle seguenti situazioni:
Disoccupati, che hanno terminato di percepire la Naspi o altre indennità da almeno 3 mesi;
Caregiver, che assistono familiari con handicap grave (art. 3, comma 3, Legge 104/1992);
Invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%;
Addetti a mansioni gravose o usuranti, tra cui: operai edili e manovali;
infermieri e operatori sanitari turnisti;
insegnanti di scuola dell’infanzia e nido;
conduttori di mezzi pesanti e camion;
operai agricoli, facchini e addetti alla movimentazione merci.
Queste categorie, già oggi riconosciute come “gravose”, dovrebbero restare escluse dall’aumento dei requisiti pensionistici previsto dal 2027, secondo le ipotesi contenute nelle bozze della prossima manovra.
Quando e come si presenta la domanda
La procedura per il riconoscimento del diritto di lavoratore precoce si articola in due fasi:
Domanda di riconoscimento del diritto
Va inviata all’INPS entro il 1° marzo di ogni anno (come previsto dal Messaggio INPS n. 754/2024). Serve a far accertare i requisiti di contribuzione e l’appartenenza a una delle categorie tutelate. L’INPS comunica l’esito entro il 30 giugno.
Domanda tardiva
Può essere presentata entro il 30 novembre, se i requisiti si maturano dopo il 1° marzo. È accolta solo se restano risorse finanziarie disponibili.
Domanda di pensione
Dopo il riconoscimento, si può presentare la domanda di pensione anticipata vera e propria non appena raggiunti i 41 anni di contributi.
La domanda si presenta online sul portale INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un Patronato, che offre assistenza gratuita.
Fonti ufficiali:
Legge n. 232/2016, art. 1 commi 199-205
D.Lgs. n. 67/2011 (lavori usuranti)
Circolare INPS n. 99/2017
Circolare INPS n. 35/2022
Messaggio INPS n. 754/2024


